Intimissimi Uomo esiste dal 1996, trent’anni di intimo maschile. L’estate 2026 porta un nuovo nome, IUMAN, e una collezione mare che racconta dove il brand vuole andare: Claudio Marchisio, scelto per la prima volta in assoluto come testimonial del beachwear, fotografato tra le palme di Miami, i pontili di Key West e il ponte di un Pardo Yachts P43R. Non è soltanto una campagna: è la comunicazione pubblica di un cambio di rotta.
Il costume uomo ha cambiato funzione. Non è più un capo da usare solo in acqua: si porta dal lido al bar, dalla spiaggia al pontile, dall’aperitivo alla cena informale. Le collezioni 2026 rispondono a questa trasformazione con costruzioni packable, tessuti ad asciugatura rapida e materiali — il lino su tutti — che funzionano fuori dall’acqua quanto dentro. IUMAN porta questa logica in tutta la proposta SS26.

E non è l’unico brand a muoversi in questa direzione: nel nostro approfondimento sui costumi da bagno uomo dell’estate 2026 mettiamo a confronto le collezioni della stagione, dalla cianotipia di Escapista alla via dell’essenziale di Marc O’Polo.
Marchisio, Robert e il doppio linguaggio
Claudio Marchisio è il primo testimonial nella storia del brand per il beachwear. È un ex calciatore di quarant’anni con una presenza pubblica sobria e costruita nel tempo: la scelta giusta per un costume che non vuole essere urlato ma riconosciuto. I lettori di LaVoceDeiBrand.com lo conoscono già: nel 2021 era testimonial delle calze Red DePaolini, in una campagna costruita sulla stessa logica di eleganza concreta.
Al fianco di Marchisio, il brand ha scelto Matteo Robert, content creator e TikToker con milioni di utenti tra i venti e i trent’anni. Due testimonial, due generazioni, stesso prodotto: è la mappa del pubblico che IUMAN vuole raggiungere.
[Photo courtesy IUMAN — Matteo Robert con costume a righe turchese-verde in amaca, pontile tropicale]
Iconic: il costume che non delude
La linea Iconic è il nucleo della collezione. Costumi in tinta unita, disponibili in diverse lunghezze, con una palette aggiornata: verde salvia, petrolio e spotting red entrano accanto alle nuance classiche, portando la gamma verso tonalità che funzionano bene sulla riva quanto in fotografia. Il tessuto è ad asciugatura rapida, la costruzione è packable, la tasca posteriore ha chiusura magnetica. Il cavatappi — dettaglio storico del brand — ricompare come firma discreta su ogni pezzo.
È il costume che si sceglie senza pensarci troppo, che non tradisce in nessun contesto e che si porta in valigia come si porta il jeans di riserva: senza occupare spazio e senza fare domande.

Il lino: la novità che allarga il perimetro
La novità più significativa della stagione è l’ingresso del lino in collezione. IUMAN non aveva mai proposto questo materiale per il mare, e la scelta racconta qualcosa di preciso: il costume uomo non deve finire alla riva.
Il lino assorbe l’umidità diversamente rispetto a un tessuto sintetico, è più pesante, si asciuga più lentamente, si porta in modo diverso sul corpo. Queste non sono limitazioni: sono le caratteristiche di un materiale con un’altra destinazione d’uso. Un costume in lino funziona sulla barca, al mercato del porto, a un pranzo su una terrazza. Chi lo sceglie sa che non lo userà per fare sei vasche in piscina: lo usa per i momenti in cui il costume fa il lavoro di un capo d’abbigliamento.
Reversibili, Soft Touch e Tech Short
I modelli reversibili portano una logica di sintesi nel guardaroba da mare: due look in un unico capo, con pattern grafico su un lato e riga o micro fantasia sull’altro. La costruzione richiede una doppia cucitura che mantiene leggerezza e vestibilità su entrambe le facce. Si porta meno, si sceglie di più.
La linea Soft Touch introduce texture vellutate con motivi ispirati alle maioliche: un registro decorativo che si allontana dal minimalismo dell’Iconic e si rivolge a chi vuole un costume con carattere visivo marcato, non solo con buone prestazioni tecniche.
La Tech Short chiude la proposta con un modello trasversale: taglio essenziale, pensato per muoversi dal mare al trekking fino a una giornata urbana senza richiedere un cambio. Non è un costume sportivo in senso stretto — è un capo che non conosce un solo contesto.

Come si porta nel 2026
Il costume uomo 2026 ha allargato il suo perimetro in tutte le direzioni. Il lino va in barca. La Tech Short va in montagna. Il reversibile cambia il look senza aprire la valigia. L’Iconic va al bar dello stabilimento con le stesse credenziali con cui entra in acqua.
La capsule Dad&Son — stesso disegno su taglie diverse, padre e figlio in coordinato — chiude la proposta con un’idea di stile condiviso tra generazioni: è il pezzo più condiviso sui social ogni estate, senza eccezioni.
La scelta di Marchisio come primo volto del beachwear IUMAN è coerente con tutto questo. Un uomo che ha smesso di giocare a calcio ma non ha smesso di essere riconoscibile è la figura giusta per un brand che ha smesso di fare solo intimo e ha deciso di stare in spiaggia con le proprie regole. Matteo Robert porta lo stesso prodotto verso chi invece quel costume lo filma, lo posta, lo sceglie per come appare a schermo. Il punto in cui si incontrano è il costume in sé: quello che funziona tanto su uno yacht nel Golfo del Messico quanto in un reel da dieci secondi.
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