La collezione Laura Biagiotti PE 2027 si chiama When in Rome e costruisce il proprio racconto su Roma: la luce, le cartoline, il travertino, il Tevere, i tramonti e un’idea di tempo che non corre ma stratifica.
La luce di Roma come filo della collezione
A Roma la luce non solo illumina: scalda. Da questa immagine parte la collezione, che traduce la Città Eterna in un guardaroba fluido, confortevole e non costrittivo. Il tema non è solo decorativo: Roma diventa il modello di una moda pensata per durare, fatta di strati, memorie e libertà di movimento.
Il riferimento alla città attraversa anche la colonna sonora, dove ritorna l’idea che Roma non sia stata fatta in un giorno. È un modo per legare la collezione a un concetto caro alla maison: portare qualcosa di speciale nel quotidiano, senza perdere naturalezza.
Danza, voce e teatro aprono When in Rome
L’apertura della sfilata è affidata alla danza. Eleonora Abbagnato, Direttrice del Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma, compare con Timofej Andrijashenko, Primo Ballerino (immagine di copertina). Prima di loro, la voce di Marisa Merlini, attrice nata nel 1923, introduce un omaggio alla città che, letta allo specchio, diventa AMOR.
Il messaggio è chiaro: anche per pochi giorni, quando si arriva a Roma, ci si sente romani. La collezione lavora proprio su questa sensazione di appartenenza temporanea, fatta di ricordi, colori e piccoli gesti.
Cartoline sugli abiti, sulle scarpe e sulle borse
Il primo look è uno chemisier stampato con cartoline, frammenti di memoria e messaggi di viaggio. Lo chemisier è un abito-camicia, quindi un capo dalla struttura semplice e riconoscibile, qui trasformato in superficie narrativa.

Le stesse stampe compaiono sugli abiti, sulle slingback di raso e sulle LB bags. Il motivo della cartolina non resta quindi confinato all’abito: diventa accessorio, memoria portatile, dettaglio da indossare.
I colori seguono le ore della città
La palette segue il ritmo di una giornata romana. Bianco e avorio richiamano la luce del mattino, il rosa arriva dall’alba, gli aranciati dal tramonto. Grigi e azzurri rimandano invece al cielo e al travertino, la pietra chiara che segna molti edifici e monumenti della capitale.

Il passaggio verso la sera introduce cipria, rosa antico, corallo, grigio perla e azzurro. Anche le lenti degli occhiali riflettono i toni dell’alba e del tramonto, collegando gli accessori allo stesso percorso cromatico degli abiti.

Dal giorno essenziale alla sera impalpabile
Per il giorno compaiono tubini, completi dalle linee essenziali, gilet di diverse proporzioni e silhouette allungate. Il rigore è alleggerito da trasparenze, sovrapposizioni e dettagli inattesi.

Tra questi c’è un bolero con piume intagliate nello chiffon. La sera diventa più rarefatta. Gli abiti si allungano, le superfici si fanno leggere, ricami e applicazioni seguono il corpo senza bloccarlo.
Roseto, Tevere e fontane entrano nel racconto
La fragranza ROMA di Laura Biagiotti accompagna lo show insieme al richiamo al Roseto Comunale sull’Aventino, uno dei Sette Colli. Le stampe floreali nei toni della primavera si collegano a questa suggestione olfattiva.


Poi arriva l’ora d’oro, il momento sospeso prima della notte. I riflessi del Tevere e delle fontane romane sono accostati al poema sinfonico di Ottorino Respighi, compositore che ha legato parte della sua musica all’immaginario della città.
Maglieria luminosa e ritorno dell’abito bambola
Nella maglieria compaiono lurex e micropaillettes. Il lurex è un filato dall’effetto metallico; le micropaillettes sono piccole applicazioni riflettenti. Il risultato richiama il cielo notturno, ma resta dentro una costruzione morbida e indossabile.

Torna anche l’abito bambola di Laura Biagiotti, con balze e rouches, questa volta in rosa. Le balze creano movimento; le rouches aggiungono increspature decorative. Sullo sfondo, un sipario monumentale di organza stampato con tramonti romani trasforma il Piccolo Teatro in una finestra immaginaria sulla città.
Roma a Milano, tra rose e cartoline
Fuori dal Piccolo Teatro, un chiosco fiorito offre rose alle donne e cartoline da spedire. È un dettaglio coerente con il tema della collezione: la cartolina diventa un gesto semplice, quasi fuori tempo, ma ancora capace di comunicare presenza e affetto.


Milano resta il luogo della moda e della sfilata; Roma è il cuore narrativo della maison. Il dialogo fra le due città attraversa l’intero progetto.
I restauri e il tempo secondo Lavinia Biagiotti Cigna
Lavinia Biagiotti Cigna lega il racconto di Roma anche alla cura del patrimonio. Tra i restauri ricordati ci sono la Cordonata del Campidoglio, le fontane di Piazza Farnese e la Fontana della Dea Roma.
La frase chiave è “allearsi con il tempo”: non vivere il passato come memoria ferma, ma come materia ancora presente. In questa prospettiva, When in Rome parla di radici, futuro e libertà di abitare il proprio tempo anche attraverso la moda.
Il parterre della sfilata
Nel parterre figurano Eleonora Abbagnato, Timofej Andrijashenko, Nicoletta Manni, Martina Stella, Pia Lanciotti, Elisabetta Gregoraci, Aurélien Muller, Caterina Balivo, Rebecca Mir, Anna Dello Russo, Federica Panicucci con Sofia Fargetta, Eleonora Pedron, Mariano Di Vaio, Eleonora Brunacci Di Vaio, Rosa Perrotta, Ludovica Pagani, Andrea e Sandra Berton, Carlo e Rosa Cracco e Paolo Nespoli.
Tra gli sportivi compaiono Carolina Kostner, Simona Quadarella, Arianna Fontana, Alessia Maurelli e Manuel Bortuzzo.









