La capsule con Hiroshi Fujiwara rilegge il guardaroba Tommy degli anni Novanta: Flag azzurra, fulmini e classici d’archivio. Dal 15 ottobre 2026, con varsity e Regatta tra i capi scelti dai due designer.
Tommy Hilfiger e FRGMT di Hiroshi Fujiwara tornano agli anni Novanta, quando il guardaroba americano di polo e giacche da college aveva cominciato a parlare anche la lingua dell’hip-hop. La loro capsule in edizione limitata, al lancio globale il 15 ottobre 2026 in negozi Tommy Hilfiger selezionati e su tommy.com, riparte da quei capi e ne modifica alcuni segni riconoscibili. Il più immediato è la Tommy Flag, la bandierina del marchio, reinterpretata in azzurro chiaro. Attorno, fulmini, pois e un confronto tra New York e Tokyo che passa attraverso l’archivio.
Hilfiger ricorda di aver lavorato, negli anni Novanta, per rendere più divertente, colorato e accessibile l’American prep, lo stile legato al guardaroba dei college americani. Colori vivaci e proporzioni oversize erano parte del progetto. Poi arrivarono artisti e rapper, con un modo di vestirsi che portò quei modelli altrove: «in una direzione che non avremmo mai potuto pianificare», racconta lo stilista. Il disegno partiva dal marchio; una parte della sua storia la scriveva chi lo portava addosso.
Da People’s Place al viaggio di Fujiwara verso l’hip-hop
Per Hilfiger, il rapporto tra vestiti, musica e cultura pop risale a People’s Place, il negozio aperto a diciotto anni. Nel suo racconto era un punto d’incontro dove scoprire stili, ascoltare dischi e sentirsi parte di una scena. È la stessa curiosità per le persone e i movimenti creativi che riconosce in Fujiwara, pur arrivando da un percorso diverso.
Fujiwara ricorda l’interesse da adolescente per il punk, per la cultura londinese e per ciò che indossavano gli artisti. Quando raggiunse Londra negli anni Ottanta, furono le persone incontrate lì a suggerirgli di andare a New York: stavano succedendo cose nuove. Ci arrivò alla fine del decennio e scoprì l’hip-hop. Più tardi, diventato DJ, notò il modo in cui i musicisti portavano Tommy Hilfiger: capi molto ampi, oversize, con un’immagine diversa da quella immaginata all’origine.
La curiosità per ciò che accade fuori dal proprio ambiente, racconta Fujiwara, continua a guidare i suoi progetti.

Polo rugby, giacche e una Flag azzurro chiaro
Il lavoro sulla collezione è iniziato dall’archivio Tommy Hilfiger. Fujiwara racconta di averne studiato storia e codici per capire fin dove potesse intervenire conservando l’identità del marchio. La sua sintesi è concreta: «creare qualcosa che risultasse diverso, ma che conservasse comunque il DNA di Tommy».
La selezione comprende la polo rugby, la camicia button-down, con le punte del colletto fermate da bottoni, la varsity jacket di ispirazione college, i pantaloni chino e la field jacket, la giacca di derivazione militare. A questi si affiancano modelli d’archivio come la Regatta jacket, la sailing polo ispirata alla vela e il duffel bag, il borsone. I riferimenti sportivi e nautici costruiscono così un guardaroba che va dall’abbigliamento agli accessori.
Su questa base ricorrono le grafiche a fulmine e i pois di FRGMT, insieme alla bandiera azzurro chiaro. Hilfiger descrive l’incontro come un confronto tra il proprio prep più audace e l’approccio essenziale e preciso di Fujiwara; cita anche materiali che definisce «più ricercati». Sono gli elementi attraverso cui i due hanno lavorato per rendere riconoscibili entrambe le firme.

Anche le preferenze personali raccontano due letture della collezione. Hilfiger sceglie la varsity jacket, per il legame tra sport, stile prep e cultura giovanile: nella nuova palette vede un’identità diversa, pur nella continuità con i codici della giacca. Fujiwara indica invece la Regatta jacket, un classico dell’archivio in cui riconosce il proprio intervento.

La campagna e i prezzi in Italia
Il racconto torna a New York anche nella campagna, costruita intorno a un film per i social ambientato nelle strade della città, tra riferimenti allo skate e allo stile prep dell’uptown. L’idea di affidare ai più giovani una nuova interpretazione dei capi compare nelle parole di entrambi: Hilfiger vorrebbe parlare sia a chi ricorda gli originali sia a chi scopre oggi i due marchi; Fujiwara si dice curioso di vedere come una nuova generazione li indosserà.
In Italia, fra i modelli proposti, la polo rugby a righe e la camicia a quadri costano 160 euro ciascuna, i chino 230 euro e il borsone a quadri 160 euro. La giacca college con maniche in pelle è proposta a 690 euro, la giacca color block in stile nautico a 290 euro e la giacca multitasche a 350 euro. Collezione Tommy Hilfiger x FRGMT.

Quando una collaborazione rimette mano ai classici
Per Tommy Hilfiger, marchio del gruppo PVH, il rapporto tra archivio e cultura giovanile si inserisce in un percorso che l’azienda fa risalire a quattro decenni e che comprende collaborazioni con Patta, Aries e CLOT. Un confronto utile, tra le novità già raccontate da LVDB, è quello con Timberland x Jacquemus e la reinterpretazione dell’Authentic Boat Shoe: lì cambia la superficie della scarpa da barca, con la pelle goffrata effetto coccodrillo; qui Fujiwara interviene sui segni di un intero guardaroba. Sono due modi diversi di lavorare sulla familiarità di un classico, mantenendolo riconoscibile mentre gli si dà un’altra voce.









