Samsung presenta Galaxy SmartTag3, il localizzatore da associare agli oggetti che si vogliono ritrovare, e per la prima volta nella gamma introduce la compatibilità anche con iPhone. Annunciato il 30 settembre 2026, debutterà in Corea del Sud il 7 ottobre, poi negli Stati Uniti. Per l’Italia bisognerà aspettare il 2027: il comunicato non indica ancora un giorno di uscita né il prezzo.
L’apertura a iOS è la novità che può fare la differenza in una famiglia dove convivono telefoni diversi. Una valigia prestata, per esempio, potrà essere seguita attraverso le funzioni di localizzazione e condivisione di SmartThings Find sui dispositivi supportati. Prima di usare il tag per seguire una valigia, conviene però conoscere le differenze tra le due piattaforme.
Cosa funziona su iPhone e quali Galaxy servono
Su Galaxy e iOS sono previste la consultazione e la condivisione della posizione e la funzione Cerca nelle vicinanze, nei limiti dei dispositivi compatibili. Su iPhone non saranno disponibili Compass View, Ring Phone e Avviso di oggetto dimenticato. La compatibilità, quindi, non significa avere lo stesso insieme di strumenti su ogni telefono.
Compass View è la funzione che mostra distanza e direzione dell’oggetto. Richiede un Galaxy con Android 12 o successivo e supporto UWB, la tecnologia radio a banda ultralarga, oppure Bluetooth Channel Sounding. Per quest’ultima modalità Samsung indica al lancio Galaxy Z Fold8 Ultra, Galaxy Z Fold8, Galaxy S26 Ultra e Galaxy S26 Plus; altri modelli potrebbero essere aggiunti in seguito.
Proprio il Channel Sounding del Bluetooth 6.0 permette, secondo i dati Samsung, di ottenere indicazioni fino a 60 metri, circa tre volte la distanza della generazione precedente. Il valore è stato misurato senza ostacoli tra i dispositivi: muri, interferenze e oggetti interposti possono ridurre portata e precisione. Avvicinandosi al tag, sui Galaxy dotati di UWB questa tecnologia interviene per rendere più precisa la ricerca.
Quando il tag è lontano conta la rete circostante
Oltre la portata diretta del telefono, la localizzazione passa alla Galaxy Find Network. Samsung indica oltre 900 milioni di dispositivi Galaxy potenzialmente utilizzabili come nodi di rilevamento e annuncia aggiornamenti della posizione più rapidi dopo una disconnessione. Il risultato dipende però dai dispositivi partecipanti presenti nelle vicinanze, dalla rete e dalle impostazioni: la posizione non va interpretata come un flusso continuo garantito.
È una distinzione importante anche per Notifica Luogo, la nuova funzione sperimentale che avvisa quando il tag entra o esce da un’area impostata. Può servire a controllare gli spostamenti di una bicicletta o di un animale domestico, ma le notifiche possono arrivare in ritardo o non arrivare e la posizione mostrata può differire da quella effettiva. L’attivazione passa da SmartThings, nella sezione Life, poi Find, abilitando l’avviso relativo al luogo impostato.
Alla stessa logica appartengono Cronologia delle posizioni, che conserva gli spostamenti per un massimo di sette giorni prima di cancellare i dati più vecchi, e Avviso di movimento rilevato. Quest’ultimo funziona soltanto quando il tag è disconnesso dal dispositivo associato e si affida ai Galaxy vicini che partecipano alla Ricerca offline. Sono strumenti per avere informazioni aggiuntive, da leggere tenendo presenti queste condizioni di funzionamento.
Più piccolo, con una batteria dichiarata fino a 550 giorni
Il nuovo formato arrotondato ha un pulsante con finitura in alluminio. Rispetto al modello precedente, Samsung dichiara circa il 35% di volume e il 33% di peso in meno. Le colorazioni annunciate sono White e Black; una cover in silicone con anello portachiavi e una Loop Case ampliano le possibilità di fissaggio, ma sono accessori venduti separatamente, con disponibilità e colori variabili.
La batteria CR2032 inclusa ha un’autonomia dichiarata fino a 550 giorni nell’uso standard e fino a 790 in Risparmio energetico. Sono stime ricavate da prove interne su dispositivi non definitivi: utilizzo, ambiente e batteria sostitutiva possono cambiare il risultato. In Risparmio energetico alcune funzioni, tra cui Compass View e le regolazioni di volume e suoneria, potrebbero non essere accessibili; resta la localizzazione di base via Bluetooth LE.
Rimane la certificazione IP67: i test prevedono resistenza all’acqua fino a un metro per trenta minuti. Samsung sconsiglia l’uso in piscina o in spiaggia e precisa che la resistenza può diminuire nel tempo; dopo l’esposizione all’acqua vanno rimossi i residui e asciugato il dispositivo. Per il fissaggio al collare o a oggetti accessibili a bambini e animali, le istruzioni richiamano anche il rischio di ingestione se il tag si stacca: l’aggancio va controllato regolarmente e l’uso interrotto in caso di danni o deformazioni. In caso di ingestione, Samsung indica di contattare immediatamente l’emergenza medica o un veterinario.
Come può contattarci chi ritrova l’oggetto
La Modalità Smarrito utilizza l’NFC per mostrare un messaggio o i recapiti del proprietario a chi scansiona il tag. Le informazioni devono essere registrate prima in SmartThings; il telefono di chi trova l’oggetto deve leggere l’NFC e avere una connessione Internet. Per tutelare i dati personali, Samsung suggerisce di disattivare questa modalità quando non serve più. I dati di posizione vengono crittografati.
Il pulsante conserva anche SmartThings IoT Control, con cui avviare routine impostate per dispositivi connessi compatibili. L’Avviso di oggetto dimenticato, invece, segnala la perdita di connessione tra telefono e tag: può produrre un falso allarme in presenza di ostacoli anche se l’oggetto è vicino, e resta escluso da iOS.
Per gli accessori connessi conta anche il telefono
SmartTag3 aggiunge una funzione pratica agli oggetti che portiamo con noi, ma il suo valore dipende anche dal telefono e dalla rete con cui dialoga. È un aspetto da considerare quando si sceglie un accessorio connesso: nell’archivio abbiamo raccontato anche le card NFC di Seletti per Samsung Galaxy, dedicate alla personalizzazione dello schermo e legate a specifici modelli e cover. Gli impieghi sono diversi, ma entrambi invitano a guardare oltre il singolo oggetto, verificando quali funzioni saranno effettivamente disponibili sul proprio dispositivo.









