A Firenze, ogni giugno, la moda maschile prende le misure a sé stessa. Pitti Immagine Uomo 110 apre domani,16 giugno 2026, alla Fortezza da Basso con un’immagine che gli organizzatori hanno scelto con cura: un moderno Narciso a bordo piscina — “The Pitti Pool” — sospeso tra il proprio riflesso e l’immagine che vorrebbe restituire, in un’atmosfera che richiama i blu assolati di David Hockney. Non è solo un’estetica: è la fotografia di un guardaroba che ha smesso di dividere il capo da lavoro da quello del fine settimana.
Invece di sfilare brand per brand, conviene leggere questa edizione per tendenze. E le tendenze, quando le stesse scelte ritornano su tavoli diversi — una conceria toscana, una maglieria ferrarese, un marchio nato dal workwear americano — smettono di essere il capriccio di un ufficio stile e diventano una direzione. Ecco le sei che attraversano la primavera-estate 2027.
I materiali: lino, cashmere estivo, cotone e seta
La prima cosa che si tocca, prima ancora di vederla, è la materia. La stagione calda chiede tessuti che respirano, e i brand rispondono con un vocabolario quasi identico: lino, cashmere alleggerito, cotone, seta.


Cortigiani, 100% Made in Italy, costruisce la sua collezione su lino premium, cashmere estivo, lane superfini e sete leggere, sviluppando — stando alle dichiarazioni dell’azienda — blend esclusivi in lino, seta e cashmere dalla mano asciutta e impalpabile.


Settefili Cashmere parte dalla stessa tavolozza tattile ma ci aggiunge una novità: un tech-cotton che, secondo il brand, unisce il carattere del cotone a una leggerezza e a una definizione del punto finora impensabili nella maglieria estiva. In collezione, SVEVO firma un capo-manifesto, una giacca dal collo a scialle in cotone, cashmere, lino e seta: leggera come un cardigan, ma con la presenza visiva di una giacca destrutturata.

Il filo conduttore è chiaro: nel lusso contemporaneo, l’emozione nasce sempre più dalla verità del prodotto.
La maglieria che diventa sartoria
È forse la tendenza più sorprendente di questa edizione: la maglia smette di essere un capo “comodo” e prende il posto della giacca, della camicia, del tessuto.

Lo dice già il nome scelto da SVEVO per la sua collezione, “The Impossible Knit”. Texture tridimensionali, effetti melange e rilievi trasformano il filo in superfici che evocano tessuti, jacquard e dettagli sartoriali, pur restando maglieria autentica.
Il cardigan dal collo a scialle in melange lampone che abbiamo visto sopra ne è la prova: da lontano sembra una giacca, da vicino è pura maglia.

Settefili Cashmere lavora nella stessa direzione con un linguaggio che definisce “knit-tailored”: polo che fondono la disinvoltura della maglia con l’eleganza della camicia sartoriale, cardigan reinterpretati come fossero capispalla. E Avant Toi, con la collezione “Tracce di Memoria”, spinge la maglia verso l’imperfezione voluta: maglie in cashmere segnate dal sale come colorante naturale, effetti consumati dal tempo, tagli al vivo e intrecci che raccontano il valore del fatto a mano. Tre marchi, una stessa idea: il confine tra maglieria e sartoria, nell’estate 2027, è ufficialmente saltato.

I colori: la palette mediterranea e i suoi accenti accesi
Chiudete gli occhi su un paesaggio costiero italiano a fine giornata e avrete la cartella colori della stagione. Sabbia, écru, pietra, salvia: le tonalità naturali consumate dal tempo dominano. Cortigiani le declina dal sabbia al verde salvia fino al bordeaux polveroso; Avant Toi le estrae letteralmente dalla macchia mediterranea — sabbia, rovere, timo, mirto.

Il caso più poetico è Settefili Cashmere, che costruisce la palette osservando il proprio territorio: i gialli del grano, i verdi dei frutteti, il rosso coccio della storica Via delle Volte di Ferrara, i blu denim e gli azzurri dell’Adriatico. La polo in maglia melange rosso-coccio è esattamente quel muro di mattoni tradotto in filato.


Ma l’estate non è solo terra bruciata. Su questa base calda si accendono i contrasti: il tango red della collezione SS27 di Aeronautica Militare, l’arancio dei windbreaker — che ritorna anche nei capi RefrigiWear e perfino nella storica collaborazione con Supreme — e l’energia cromatica di Psycho Bunny, che per la SS27 introduce una palette vibrante di tonalità intense, dall’arancio dei costumi al blu cobalto delle sue iconiche polo in cotone Pima.



Il corallo, semmai, lo si ritrova nella polo mezza-zip di SVEVO. Il messaggio è doppio: si parte dai toni della natura, ma ci si concede un colpo di colore.

I volumi: morbidezza e costruzione alleggerita
Niente rigidità. La silhouette dell’uomo PE 2027 è fluida, costruita per accompagnare il corpo e non per ingabbiarlo.
Cortigiani parla apertamente di sartoria destrutturata: blazer dalle costruzioni morbide, pantaloni dalle linee ampie, overshirt e field jacket reinterpretati con un approccio essenziale.


È un’eleganza che si muove. La stessa filosofia, applicata alla scarpa, è il cuore del debutto di Giano a Pitti: la lavorazione “a sacchetto”, priva di elementi rigidi, fa aderire la calzatura al piede con morbidezza, mentre una soletta ergonomica regala, come dichiara l’azienda, anche al mocassino più classico una comodità inattesa.

E Aeronautica Militare, per la stagione calda, sceglie la stessa chiave: spalla morbida, pantaloni dai volumi naturali, tessuti che respirano. Leggerezza come progetto, non come ripiego.

Lavoro e tempo libero si confondono: workwear e heritage
Il guardaroba maschile in stile “abbigliamento da lavoro” rispetto ad alcune tendenze di qualche stagione fa si è smilitarizzato e civilizzato allo stesso tempo. I codici del lavoro — tasche, patch, tessuti tecnici, capispalla utility — stavolta entrano nella vita di tutti i giorni in chiave decisamente utility-sartoriale.

RefrigiWear porterà a Pitti un progetto che è quasi una dichiarazione d’identità, “The Heritage of Protection”: un percorso immersivo nella Sala Grotte della Fortezza che metterà in dialogo i capi d’archivio del brand — nato nel 1954 a Inwood, New York, per proteggere i lavoratori delle celle frigorifere — con le sue collaborazioni più note, da Supreme a Highsnobiety. Sarà esposto anche il Ripstop Waxato in una nuova versione “scrivente”, che si segna con il movimento rendendo ogni capo unico.

Aeronautica Militare, dal canto suo, fa del denim un asse trasversale che attraversa field jacket, bomber e overshirt, mentre Cortigiani reinterpreta l’universo nautico e utility con overshirt e field jacket dal taglio asciutto. Tre origini lontanissime, una stessa convinzione: un capo funziona se sa da dove viene.
Le calzature: la sneaker rétro e il mocassino morbido
Ai piedi, l’estate 2027 si gioca su due fronti opposti e complementari.
Da un lato torna la sneaker rétro, con i suoi richiami agli anni Novanta e Duemila. U.S. Polo Assn. ne presenta un’intera famiglia nella sua collezione Bags & Footwear SS27: la STON in knit tecnico traspirante, la APRIL running dal gusto rétro contemporaneo, la KENNY heritage con fussbett rialzato, fino alle espadrillas con lacci in palette mediterranea su fondo di juta. Sullo stesso terreno gioca W6YZ, che amplia la linea ARROW in suede e tessuto tecnico, sneaker versatile pensata per il quotidiano.



Dall’altro lato, il mocassino — ma morbido, alleggerito, quasi scalzo. Giano, marchio marchigiano attivo dal 1946 e al debutto a Pitti, lo interpreta con costruzioni Strobel e Blake che tolgono peso senza togliere rigore.


E il capitolo più alto lo firma Cuoio di Toscana con il designer Paul Andrew nella capsule “He(ART)”: il mocassino unisex Softy, dalla costruzione flessibile e dai dettagli a mano, poggia su quel verde inconfondibile che il Consorzio ha reso una firma. Qui la suola non è un dettaglio tecnico: è l’elemento identitario, il simbolo di un saper fare — la concia lenta al vegetale con tannini di castagno, mimosa e quebracho — che la capsule celebra apertamente.


A completare il quadro, gli accessori seguono la stessa logica trasversale: U.S. Polo Assn. affianca tote e zaini cargo in nylon-cotone, pensati per il viaggio e la città, a una linea business più strutturata in saffiano, con interni organizzati per laptop e documenti. Un guardaroba che, dalla testa ai piedi, ha smesso di scegliere tra dovere e piacere.



Pitti Uomo 110 racconterà, in fondo, un uomo che non insegue la tendenza ma la materia, la costruzione, l’origine. La primavera-estate 2027 sarà fatta di tessuti che respirano, maglie che si travestono da sartoria, colori rubati al Mediterraneo e scarpe che mettono d’accordo comodità e bellezza. Il resto, come il Narciso a bordo piscina, è questione di sguardo.
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