Un disegno del 1978 prende forma in un anello e in un bracciale. A ottobre 2026, per il centenario della nascita di Arnaldo Pomodoro, la Fondazione dedicata allo scultore presenta a Milano nuove edizioni di gioielli in oro, argento e pietre preziose, affiancate da un fermacarte in bronzo. Il punto di partenza รจ il suo lavoro sulla materia e sul segno: una ricerca che, in questi oggetti, si avvicina alla misura della mano e del polso.
Pomodoro, nato nel 1926 e scomparso nel 2025, aveva cominciato a sperimentare con lโoreficeria giร negli anni Cinquanta. Il gioiello appartiene dunque alla sua storia artistica fin dagli esordi. Nella piccola dimensione trovavano spazio le stesse domande rivolte alla scultura: come costruire un volume, articolare una superficie, dare profonditร a un segno.
Le edizioni del 2026 ripartono da quel patrimonio. A promuoverle รจ la Fondazione Arnaldo Pomodoro, istituita nel 1995 e impegnata nella conservazione, nello studio e nella divulgazione dellโopera dellโartista, oltre che nella valorizzazione dellโarte moderna e contemporanea. La sua intenzione dichiarata รจ rendere la ricerca di Pomodoro accessibile anche attraverso oggetti destinati allโuso quotidiano e al collezionismo.
Dal disegno alla fusione, tra luce e brunitura
Il passaggio dalla carta al metallo avviene attraverso la fusione a cera persa: un modello in cera viene eliminato dallo stampo, lasciando lo spazio nel quale colare il metallo. La realizzazione dei nuovi gioielli รจ affidata a Matteo Bonafede. Dal disegno del 1978 nascono quattro proposte, con differenze nei materiali e nella tiratura.
Lโanello accosta oro bianco, oro brunito e diamanti per 0,15 carati. Il bracciale riunisce oro 750, argento 925 brunito e una tormalina verde da 3,78 carati. Le sigle indicano il titolo dei metalli: lโoro 750 contiene il 75% di oro ed equivale a 18 carati, mentre nellโargento 925 la quota di argento รจ del 92,5%. La brunitura introduce una finitura scura, che fa risaltare le parti luminose della composizione.

Nellโanello i diamanti scandiscono il disegno; nel bracciale la tormalina concentra il colore in un punto. Entrambi i modelli esistono anche in argento 925 lucido e brunito: il contrasto si costruisce nelle finiture dello stesso metallo.

Le versioni con pietre preziose sono prodotte in dieci esemplari ciascuna, oltre alle prove dโartista previste dallโedizione. Per lโanello e il bracciale in argento la tiratura รจ invece di cento esemplari per modello. Ogni pezzo รจ accompagnato da un certificato di autenticitร rilasciato dalla Fondazione.
I prezzi al pubblico sono di 4.500 euro per lโanello in oro e diamanti e 6.500 euro per il bracciale con tormalina verde. Le rispettive versioni in argento costano 450 e 1.050 euro.

Un segno del 2013 sulla scrivania
Il percorso dalla carta allโoggetto prosegue nel fermacarte in bronzo. Allโorigine cโรจ un segno tracciato da Pomodoro nel 2013, che lโartista aveva poi sviluppato attraverso una prova in fiberglass, ossia vetroresina. La nuova edizione ne traduce la forma in un oggetto tridimensionale con una funzione dโuso.

Il fermacarte misura 2,5 ร 14 ร 11 centimetri ed รจ realizzato mediante fusione a staffa presso la Fonderia Artistica Campagner di Senago. In questa tecnica lo stampo รจ contenuto in telai chiamati staffe. ร un multiplo, cioรจ unโopera prodotta in piรน esemplari secondo una tiratura stabilita: in questo caso cento, ciascuno corredato dal certificato di autenticitร della Fondazione. Il prezzo al pubblico รจ di 2.100 euro.
Gioielli e fermacarte sono disponibili nello shop della Fondazione in via Vigevano 3 a Milano e nel suo negozio online.
Quando il gioiello custodisce una ricerca artistica
Il rapporto tra arte e oreficeria assume forme diverse anche nelle storie raccontate da LVDB. Nella collaborazione tra Chantecler e Roberto di Alicudi, sono piccoli dipinti su vetro a entrare nella costruzione del gioiello. La presenza di Buccellati alla TEFAF 2026 ha invece accostato creazioni storiche e contemporanee nel contesto di una fiera dโarte. Le nuove edizioni della Fondazione aggiungono una prospettiva precisa: il disegno di uno scultore viene ripreso e realizzato oggi, conservando il riferimento allโopera da cui nasce.



