Per anni il supermercato è stato un luogo di passaggio veloce, legato alla quotidianità e alla necessità. Nel 2026, invece, la grande distribuzione sembra voler diventare sempre più uno spazio urbano da vivere, frequentare e attraversare in momenti diversi della giornata. Milano, ancora una volta, si conferma il laboratorio di questa trasformazione, tra format ibridi, food retail esperienziale e nuovi modelli che mescolano spesa, ristorazione e socialità.

È dentro questo scenario che Esselunga inaugura nel capoluogo lombardo il suo primo negozio La Esse con bistrot integrato, evoluzione del format di prossimità dell’insegna fondata da Bernardo Caprotti. Il nuovo spazio di piazza Risorgimento rappresenta un progetto sperimentale che affianca supermarket, bar Atlantic e ristorante in un unico ambiente pensato per accompagnare il pubblico durante tutta la giornata, dal caffè del mattino fino all’aperitivo serale.
Milano sempre più laboratorio del food retail urbano
Negli ultimi anni Milano ha visto moltiplicarsi i luoghi ibridi dove la ristorazione incontra il retail e dove il tempo di permanenza del cliente diventa parte integrante dell’esperienza. Non più soltanto supermercati o locali tradizionali, ma spazi che cercano di intercettare professionisti, famiglie, giovani e residenti attraverso formule più fluide e contemporanee.

Il nuovo La Esse nasce proprio con questa filosofia. Il punto vendita occupa gli spazi milanesi che in passato avevano ospitato il ristorante Gold di Dolce & Gabbana e successivamente il locale dello chef Filippo La Mantia. Un indirizzo già profondamente legato all’immaginario lifestyle della città, oggi reinterpretato attraverso un progetto che punta a trasformare il supermercato in un luogo di incontro per il quartiere.

Secondo quanto spiegato dal direttore commerciale Eugenio Neri, il target evolve durante l’arco della giornata: famiglie al mattino, professionisti all’ora di pranzo, studenti e residenti nel pomeriggio, giovani durante l’aperitivo serale. Una logica che riflette il cambiamento dei consumi urbani e il crescente peso dei format di prossimità premium.
Il bistrot tra tradizione milanese e cocktail bar
A caratterizzare il nuovo spazio è soprattutto il bistrot al primo piano, organizzato con una sala da 54 posti, area lounge e cocktail bar. Nel menu trovano posto piatti che richiamano la tradizione gastronomica lombarda e milanese, dai mondeghili alla cotoletta di vitello con osso in panatura, accanto a proposte più contemporanee come tartare, spaghetti ai tre pomodori e vitello tonnato.
L’esperienza si completa con la proposta dolciaria di Elisenda, il progetto sviluppato da Esselunga insieme al ristorante stellato Da Vittorio della famiglia Cerea, mentre il cocktail bar affianca signature drink e selezioni di vini pensate anche per il momento dell’aperitivo.

La sensazione è quella di un supermercato che cerca di uscire dal solo concetto di acquisto per avvicinarsi sempre più al linguaggio dei bistrot urbani e delle moderne food hall metropolitane.
Un format che guarda al futuro della grande distribuzione
Il nuovo spazio di piazza Risorgimento rappresenta anche un passaggio strategico per il format La Esse, già presente con undici punti vendita a Milano. Il progetto arriva in una fase di espansione per l’insegna, che si prepara a superare quota 200 negozi con nuove aperture previste tra piazza Piola, viale Piave e Gessate.

Accanto al bistrot, il supermercato si sviluppa su circa 430 metri quadrati con quasi 5.000 referenze, area gastronomia, angolo fiori, pasticceria Elisenda e un’enoteca da 130 metri quadrati con oltre 600 etichette e sommelier dedicato.
L’attenzione alla memoria storica del marchio emerge anche nei dettagli d’arredo. Le tovagliette riproducono vecchi volantini pubblicitari degli anni Cinquanta e Sessanta di Supermarkets Italiani, mentre lungo la scala interna locandine degli anni Settanta recuperate dagli archivi aziendali raccontano curiosità e consigli sul “saper comprare”.


Come stanno cambiando i supermercati italiani
La nuova apertura milanese racconta un fenomeno più ampio che sta coinvolgendo la distribuzione moderna italiana. I supermercati cercano oggi di differenziarsi non soltanto sul prezzo o sull’assortimento, ma attraverso esperienza, permanenza e identità.

In un contesto dove anche il food delivery e l’e-commerce hanno modificato le abitudini di acquisto, il punto vendita fisico prova così a reinventarsi come spazio sociale, gastronomico e relazionale. E Milano, ancora una volta, sembra essere il terreno ideale per sperimentare questa nuova idea di supermercato urbano.
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