Nei saloni Art Déco delle Terme Berzieri di QC Terme, a Salsomaggiore, lo studio di design Dotdotdot ha installato un “layer digitale” che rianima gli affreschi di Giuseppe Moroni e le decorazioni di Galileo Chini. L’intervento, presentato con il nome “QC Spa of Wonders”, occupa due ambienti dell’edificio storico: il grande Salone al primo piano, dove le videoproiezioni animano le pareti reinterpretando gli affreschi, e il corridoio, dove quattro specchi interattivi si attivano per prossimità svelando la storia e l’identità delle Terme.

Nel Salone il sistema di videoproiezioni propone una serie di affreschi digitali che riprendono quelli originali di Moroni e le decorazioni di Chini. Le cromie sono ispirate a quelle del palazzo e le animazioni sono lente, calibrate sul ritmo degli ambienti termali. Al centro della sala, una grande seduta integra teche che contengono reperti architettonici e fregi originali. La riproduzione fedele dei personaggi degli affreschi è affiancata da nuove figure, generate attraverso modelli di Machine Learning e Generative AI open source: nello specifico Stable Diffusion potenziato da IP Adapter.

È questa tecnologia a permettere l’interazione più diretta con il pubblico. Il visitatore registra l’immagine del proprio volto su un tablet e lo vede immediatamente proiettato all’interno della composizione visiva. L’effetto, stando a quanto dichiarato da Dotdotdot, mantiene un’elevata coerenza stilistica e permette di sentirsi fisicamente parte degli affreschi storici, diventando uno dei personaggi.
Un punto centrale del progetto riguarda l’elaborazione dei dati e i consumi. “I modelli di face tracking e pose detection, utilizzati per mappare i tratti somatici e la postura dell’utente, operano interamente in locale”, spiega Alessandro Masserdotti, CEO e co-founder di Dotdotdot. “L’elaborazione dei dati avviene su un’unica macchina dedicata installata in loco, eliminando il traffico verso data center esterni e riducendo drasticamente sia il consumo energetico infrastrutturale sia l’impronta carbonica del progetto. Questa scelta consente inoltre un controllo puntuale sui cicli di accensione e spegnimento del sistema, ottimizzando i consumi in base all’effettivo utilizzo della struttura termale”.
Trattandosi di dati biometrici, il tema della privacy è affrontato in modo esplicito. Le immagini generate non vengono salvate fisicamente, ma convertite in stringhe di testo utilizzate dall’intelligenza artificiale solo per il tempo dell’elaborazione e della proiezione, per poi essere eliminate. L’assenza di connessione a Internet, secondo lo studio, evita la circolazione o l’intercettazione dei dati sensibili.
L’installazione affronta anche il rapporto tra AI e rappresentazione dell’identità. “Consapevoli che i modelli di AI riflettono spesso gli stereotipi presenti nei dataset di addestramento, abbiamo integrato nuove figure non presenti nel canone iconografico originale degli affreschi, introducendo una rappresentazione più ampia di etnie e identità di genere, oltre il binarismo maschile/femminile”, continua Masserdotti. “Lo style transfer è stato calibrato per rispettare la carnagione dell’utente, garantendo che l’integrazione nell’opera sia un riflesso autentico e inclusivo della persona”.

La seconda parte del progetto si sviluppa nel corridoio delle Terme Berzieri, dove quattro specchi interattivi accompagnano il passaggio degli ospiti. Il concept visivo si ispira al vapore, elemento iconico dell’esperienza termale, usato come linguaggio narrativo e come dispositivo di transizione tra i diversi stati dell’installazione. Gli specchi si attivano all’avvicinarsi degli spettatori: presenze che sembrano muoversi in un corridoio parallelo, oscurate dalla condensa del vapore, si rivelano mostrando il titolo di una microstoria legata alle Terme.
Ogni specchio esplora un capitolo diverso. Il primo, dedicato al ruolo dell’Istituto Chimico, racconta con una sequenza di illustrazioni il processo di estrazione e lavorazione del sale e dell’acqua termale, fino all’acqua madre. Il secondo rilegge con ironia la storia dei trattamenti e dei prodotti termali attraverso manifesti pubblicitari d’epoca. Il terzo propone un viaggio animato tra fotografie storiche, con aneddoti, rituali e frammenti della quotidianità di clienti e personale. Il quarto trasforma vetrate, fregi e decorazioni di Galileo Chini in animazioni ritmiche e ipnotiche.
“La tecnologia è impiegata come presenza discreta e non invasiva, integrata negli spazi e pensata per dialogare con essi, con le atmosfere architettoniche e con i movimenti dei visitatori”, racconta Laura Dellamotta, General Manager e co-founder di Dotdotdot. “Un layer digitale sottile accompagna l’esperienza senza sovrapporsi al contesto, favorendo uno stato di relax, introspezione e coinvolgimento emotivo. In questo equilibrio, l’edificio stesso diventa parte attiva del racconto”.
Il progetto per le Terme Berzieri si inserisce nel percorso di ricerca che caratterizza da anni Dotdotdot, orientato a esperienze interattive che connettono persone, luoghi e contenuti attraverso la tecnologia, con un approccio multidisciplinare rivolto alla valorizzazione del patrimonio culturale.
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