Tra arte, mare e tradizione, dieci donne guidano un itinerario autentico nella Genova nascosta con Unexpected Italy.
Un viaggio nella Genova autentica
Genova si racconta con voce nuova. A farlo, questa volta, sono dieci donne che con il loro lavoro, la loro creatività e la loro visione restituiscono alla città il suo volto più vero. Il progetto, ideato dalla startup travel tech Unexpected Italy, già premiata alle Nazioni Unite per il suo approccio etico al turismo, si chiama “Genova al femminile” ed è un itinerario che invita a scoprire la “Signora del Mare” attraverso storie di artigiane, albergatrici, ceramiste, profumiere e ristoratrici che ogni giorno tengono viva l’anima autentica del capoluogo ligure.
Un percorso esperienziale che unisce luoghi nascosti e incontri umani, per raccontare una città che resiste all’omologazione, trasforma la tradizione in futuro e accoglie chi la visita con uno sguardo sincero e rispettoso.

Dieci donne che raccontano la città con il loro talento
L’itinerario parte tra i vicoli di via Prè, dove Giorgia Losi ha trasformato un locale abbandonato nella Trattoria dell’Acciughetta, oggi tra i simboli della cucina genovese contemporanea. Poco distante, Laura Sailis accoglie i viaggiatori all’interno dell’Hotel Palazzo Grillo e del Residence Le Nuvole, esempi di ospitalità consapevole all’interno di due palazzi storici affrescati.

In via Garibaldi 20, Martina Francesconi racconta la città con il suo Gelatina, laboratorio di gelateria artigianale e libreria gastronomica che unisce cultura e inclusione sociale. Dalla dolcezza dei gusti alle note dei profumi, Caterina Roncati e le sorelle Giovanna ed Emanuela ridanno vita all’antica Farmacia del Castello, oggi trasformata in atelier alchemico con La Strega del Castello, dove i profumi nascono “a naso”, evocando emozioni e ricordi.


La creatività femminile prosegue tra le mani di Emanuela Biraghi, artista e ceramista che nel suo Studio Bira trasforma la materia in poesia, e di Martina Geroni, che riscopre la tradizione rinascimentale ligure dell’Impagliata, restituendo valore alla manualità e al gesto artigiano.



Tra arte e cultura, Raffaella Besta, responsabile del Polo Musei di Arte Antica, custodisce i capolavori dei Musei di Strada Nuova, da Caravaggio a Canova, simbolo di una Genova che si riconosce nella propria storia.

Nel cuore del centro storico, le sorelle Federica, Alessandra e Paola danno vita al ristorante I Canovacci, luogo di autenticità e convivialità, mentre Luisa Mongiardino con il progetto Le Tele intreccia memoria e sostenibilità nel recupero della tradizione tessile genovese.

Infine, Elisabetta Comotto porta avanti la storica arte orafa di Carlo Sforza, realizzando gioielli che uniscono eleganza contemporanea e radici artigianali.
Dall’acciuga al gioiello: un itinerario inedito tra arte e ospitalità
Dalle botteghe agli atelier, dalle cucine alle case d’accoglienza, “Genova al femminile” è un invito a riscoprire la città attraverso chi la vive ogni giorno con passione. Un itinerario che si muove tra mare e colline, vicoli e piazze, tra l’odore del sale e quello dei metalli preziosi, restituendo un’immagine di Genova viva, femminile e sorprendente.

Il Manifesto dell’Ospitalità Etica di Unexpected Italy
Alla base del progetto c’è il Manifesto dell’Ospitalità Etica, già sottoscritto da oltre 500 host in tutta Italia, che unisce ristoratori, albergatori, artigiani e produttori che scelgono la qualità, la responsabilità e il rispetto dei territori. “Chi firma il Manifesto – spiega la founder Elisabetta Faggiana – sceglie di custodire l’Italia più autentica, abbracciando un impegno concreto fondato su professionalità, etica e rispetto per il luogo in cui si vive e si lavora.”
Per Savio Losito, cofondatore del progetto, “le donne di Genova rappresentano il volto più sincero di un’Italia che resiste alla scorciatoia. Ognuna di loro porta con sé un gesto creativo che diventa atto civile: cucinare, accogliere, creare profumi o forgiare la materia.”
Genova, città al femminile tra passato e futuro
Unexpected Italy ha saputo raccontare la città con una lente nuova, restituendole la sua dimensione più intima e coraggiosa. Genova non è solo porto e palazzi nobiliari: è anche bottega, laboratorio, gesto quotidiano, voce femminile che continua a reinventarsi.
Un itinerario che parla a chi visita la città, ma anche ai genovesi che vogliono riscoprire le proprie radici attraverso il talento delle sue protagoniste. Perché Genova, ancora una volta, si conferma non solo “Signora del Mare”, ma anche signora del coraggio e della creatività.
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