Il CES 2026 di Las Vegas sta diventando sempre più un punto di osservazione privilegiato per capire dove sta andando la mobilità: non solo l’auto in senso tradizionale, ma l’intero ecosistema fatto di software, intelligenza artificiale, sensori, display, energia e nuove forme di trasporto. L’edizione 2026 si terrà dal 6 al 9 gennaio a Las Vegas.
Subito una cosa è chiara: quando si parla di Vehicle Tech & Advanced Mobility, il CES racconta l’evoluzione del veicolo come piattaforma tecnologica, dove interfacce di bordo, sicurezza predittiva, gestione dell’energia e connettività si intrecciano nello stesso spazio.
Il cockpit cambia volto: display invisibili, parabrezza “digitali” e nuove superfici per l’HUD
Una delle aree più ricche di novità riguarda il cockpit e il modo in cui informazioni e contenuti vengono mostrati a chi guida e a chi viaggia. In questo scenario rientra, per esempio, la proposta di LG Display premiata come honoree nella categoria In-Vehicle Entertainment: un OLED con camera a infrarossi posizionata dietro al pannello, pensato per supportare i sistemi di monitoraggio del conducente senza introdurre elementi visivi aggiuntivi nell’abitacolo. L’idea, per come viene presentata, è quella di mantenere la funzione di driver monitoring riducendo la percezione di “telecamera a vista” e lavorando su pixel design e trattamento dell’area camera perché risulti non distinguibile.
Sempre sul tema display, LG Display porta anche un Dual View OLED da 16 pollici concepito per mostrare contenuti diversi a guidatore e passeggero su un unico schermo, con una logica che si inserisce nella tendenza degli interni minimalisti e nella ricerca di soluzioni più flessibili per i vari punti di fruizione, dal center display fino agli schermi per i sedili posteriori.
Nel racconto del CES 2026 compare poi un approccio alternativo al classico head-up display integrato sul parabrezza: FeelnGlass, business unit di AGC, descrive un pannello riflettente free-standing che diventa superficie di proiezione, indipendente dal windscreen, con l’obiettivo dichiarato di rendere più modulare l’integrazione e di evitare i costi legati a proiezioni ottimizzate su parabrezza specifici. Il modulo viene presentato come un pannello in vetro chimicamente temprato molto sottile e inserito in un processo produttivo che mira a ottenere un aspetto “a filo”, con un’integrazione estetica più simile a quella di un display.

In questa stessa traiettoria si colloca anche il concetto di “windshield display” raccontato da Hyundai Mobis, che porta al CES 2026 un sistema olografico capace di trasformare il parabrezza in interfaccia digitale attraverso elementi ottici olografici laminati nel vetro, con immagini a colori ad alta luminosità e l’obiettivo di mantenere la visibilità. L’idea di spostare funzioni tipicamente affidate a cluster e schermi verso il parabrezza si lega, ancora una volta, al tentativo di ripensare spazio e gerarchie informative nell’abitacolo.
Accanto alla corsa verso nuovi display, torna un tema molto concreto: la leggibilità in condizioni reali. Corning presenta un trattamento anti-riflesso per migliorare la visibilità dei display in auto, puntando su minore riflettività del modulo, migliore contrasto in ambiente e riduzione della variabilità cromatica. In un contesto come quello automobilistico, dove luce, angoli di visione e “deadfront effect” possono cambiare radicalmente la percezione, il tema non è solo estetico: diventa parte dell’usabilità quotidiana.

AI e sistemi di monitoraggio: dal “driver state” alla sicurezza che prova ad anticipare
La parola chiave che attraversa gli stand della Fiera è… intelligenza artificiale, ma quasi sempre declinata in modo operativo: vedere, interpretare, capire contesto, ridurre distrazioni, prevedere rischi.
Il tema del Driver Monitoring System ritorna più volte. Da un lato, si parla di soluzioni che osservano parametri come sguardo, postura, espressioni e segnali di attenzione. Dall’altro, alcune proposte introducono livelli ulteriori di “impairment detection”, come nel caso di Smart Eye, che descrive una funzione in grado di rilevare segnali compatibili con l’alterazione alcolica analizzando movimenti oculari e palpebrali all’interno di un DMS per veicoli commerciali, in un contesto che viene collegato a pressioni normative e rating program.

Sempre in quest’area si inserisce Liteon con un sistema software di hazard awareness che prova a unificare due mondi spesso separati: la percezione esterna dell’ambiente e il monitoraggio interno del conducente. Il punto, nella descrizione, è costruire un’inferenza che non dica soltanto “c’è un pericolo”, ma “il guidatore è consapevole di quel pericolo”, un passaggio che sposta l’assistenza da reattiva a più contestuale.
Su un’altra scala, oToBrite presenta SafeZone come visione AI per la sicurezza delle porte bus, con l’obiettivo di rilevare persone e oggetti nella zona critica e prevenire chiusure premature.

È interessante perché mostra una costante del CES automotive: molte innovazioni non nascono soltanto per l’auto privata, ma per il trasporto pubblico e i veicoli industriali, dove la sicurezza dei gesti ripetuti ogni giorno diventa un terreno di innovazione ad alto impatto.
L’auto come ecosistema integrato: display, sensing e AI on-device nello stesso linguaggio
A CES 2026 compare anche una visione “a pacchetto”, dove non si propone un singolo componente ma un portafoglio coerente. LG descrive un insieme di soluzioni AI-powered in-vehicle che uniscono display avanzati, sensing in abitacolo e intelligenza artificiale on-device. La parte interessanteè il concetto di piattaforma multimodale a bassa latenza, pensata per far dialogare guidatore, passeggeri, veicolo e ambiente in modo più contestuale. È un modo per dire che non basta aggiungere funzioni: serve un linguaggio comune tra i sistemi.
Il cockpit non è più somma di schermi, ma infrastruttura cognitiva; la sicurezza non è solo sensore, ma interpretazione; l’infotainment non è solo contenuto, ma gestione intelligente dei momenti in auto.
Mercedes-Benz e il veicolo come ambiente digitale da abitare
In questo scenario, il CES 2026 diventa anche il palcoscenico scelto da Mercedes-Benz per raccontare come l’auto stia cambiando ruolo: non più solo mezzo di trasporto, ma ambiente digitale da vivere. A Las Vegas il marchio tedesco porta il debutto statunitense della nuova GLC elettrica, uno dei suoi modelli più rappresentativi sul mercato americano, reinterpretato attraverso un linguaggio fatto di software, interfacce e intelligenza artificiale.
L’esperienza promessa non si limita alla guida. Entrando nell’abitacolo, il conducente si trova davanti a superfici digitali continue, come il grande MBUX Hyperscreen, che sostituisce la tradizionale separazione tra strumenti, infotainment e comandi con un’unica fascia visiva. La sensazione è quella di sedersi davanti a un pannello che “legge” il contesto: musica, navigazione, informazioni di viaggio e contenuti si adattano alla situazione, mentre l’audio spaziale con Dolby Atmos, integrato anche in Apple CarPlay, trasforma l’ascolto in un’esperienza immersiva, più simile a un ambiente domestico che a un’auto tradizionale.
Sul fronte della guida assistita, Mercedes-Benz mostra come l’intelligenza artificiale stia diventando una presenza discreta ma costante. Con MB.DRIVE, sviluppato insieme a NVIDIA, l’auto è in grado di assistere il guidatore nei contesti urbani, combinando navigazione, percezione dell’ambiente e assistenza allo sterzo in modo cooperativo. Non è l’idea di “auto che guida da sola”, ma di sistema che accompagna, lasciando sempre il controllo umano, riducendo però il carico cognitivo nei tragitti quotidiani.
La nuova GLC elettrica, con autonomia elevata e architettura a 800 volt per la ricarica rapida, diventa così un esempio concreto di come al CES l’automotive venga raccontato non attraverso promesse lontane, ma come traduzione immediata della tecnologia in comfort, tempo liberato e semplicità d’uso. È un approccio che riassume bene il messaggio della fiera: il futuro dell’auto non si misura solo in chilometri o cavalli, ma in qualità dell’esperienza vissuta a bordo.
Energia, batterie, ricarica e gestione termica: l’altra faccia della mobilità avanzata
Se AI e cockpit rappresentano la parte visibile, il CES 2026 mette in scena anche la componente “invisibile” che rende sostenibile e affidabile la mobilità elettrica.
Sul fronte gestione termica e architetture EV, Valeo presenta una valvola refrigerante a 5 vie per la gestione termica, descritta come componente compatto che sostituisce più valvole e semplifica l’architettura, con obiettivi legati a spazio, peso e affidabilità.

In parallelo, Samsung SDI parla di tecnologie di prevenzione della propagazione termica tra celle in caso di thermal runaway, con un approccio che include anche programmi predittivi a livello cella, modulo e pacco.

Più vicino al tema “servizio”, LG Energy Solution descrive Better.Re come piattaforma di battery life management basata su analisi di abitudini di guida, ricarica e sosta, con componenti di previsione anomalie e suggerimenti personalizzati. In un ecosistema che tende verso modelli Battery as a Service, assicurazioni, leasing e seconda vita delle batterie, la capacità di misurare, prevedere e ottimizzare diventa parte del prodotto.

Sul tema ricarica, CHAEVI presenta un sistema megawatt per veicoli pesanti con supporto multi-standard, mettendo al centro la questione dei tempi, delle code e della gestione intelligente delle sessioni, soprattutto in contesti di lunga percorrenza. Anche qui, la narrativa del CES è chiara: l’infrastruttura non è solo potenza, ma orchestrazione.
Dati, memoria e affidabilità: la mobilità come sistema informativo
Nel veicolo “software-defined”, la memoria e lo storage diventano componenti strategici. Samsung propone un Detachable AutoSSD in formato modulare, pensato per gestire shock, vibrazioni e temperature, e per rendere più semplice l’aggiornamento o la sostituzione rispetto alle soluzioni embedded. In parallelo, GEODNET descrive un ricevitore RTK e booster GNSS orientato alla precisione e alla continuità del segnale anche in ambienti difficili, con sensor fusion e IMU.
Anche la sicurezza predittiva può partire da un punto molto concreto come le gomme. BANF presenta TireSafe come sistema basato su sensori montati sul pneumatico e analisi ad alta frequenza per rilevare leak e rischio blowout, inserendolo in dashboard di fleet management. Qui, più che la singola cifra, interessa la direzione: spostare la manutenzione da reattiva a predittiva.
Mobilità oltre l’auto: accessibilità, micro-mobility, nuove piattaforme e veicoli ibridi tra casa e strada
Vehicle Tech & Advanced Mobility, per come viene raccontato dal CES, include anche soluzioni che allargano i confini della mobilità. Ci sono sistemi di conversione come Kamingo per trasformare una bici in e-bike con un modulo clip-on, piattaforme come Ascender pensate per superare ostacoli urbani e scale con ruote elastiche e opzioni di sensing, e dispositivi di trasporto personale come Strutt ev¹ che integrano LiDAR e interazione vocale per facilitare manovre e sicurezza in spazi complessi.

C’è anche un filone “ibrido” tra mobilità e abitare, come l’AI Transformer Home Trailer di AC Future, che viene presentato come rimorchio espandibile con integrazione smart, a ricordare che il CES lavora spesso sul confine tra oggetti, spazi e servizi.
Infine, alcune soluzioni guardano alla sicurezza infrastrutturale dell’elettrico: TK-UNDERSHIELD viene descritto come sistema di prevenzione incendi per EV con sensori multipli e attivazione di sprinkler sotto veicolo, mentre TRIZ-AI parla di piattaforma di diagnostica e predizione del ciclo vita batteria, con integrazioni orientate a flotte, assicurazioni e sistemi pubblici.
Perché il CES 2026 sta diventando centrale anche per l’industria automotive
Il punto non è sommare gadget o prototipi. Il punto è che, al CES, l’auto viene raccontata come sintesi di quattro grandi forze che si muovono insieme: interfacce sempre più pervasive, intelligenza artificiale che prova a interpretare contesto e comportamenti, energia come infrastruttura misurabile e ottimizzabile, e mobilità come concetto esteso che include città, trasporto pubblico, accessibilità e logistica.
È anche per questo che, nella narrazione ufficiale del CES, Vehicle Tech & Advanced Mobility viene presentato come piattaforma per sensor integration, software-defined vehicles e personalizzazione AI-driven che impatta sicurezza, comfort e connettività.
Le nuove auto che verranno svelate al CES 2026
Il CES 2026 di Las Vegas non sarà soltanto una vetrina di tecnologie applicate all’automotive, ma anche il palcoscenico scelto da alcuni nuovi protagonisti per presentare vere e proprie automobili. Accanto ai sistemi di intelligenza artificiale, ai cockpit digitali e alle piattaforme software-defined, la fiera ospiterà il debutto di nuovi veicoli elettrici e concept car che raccontano come l’auto stia diventando sempre più un oggetto tecnologico prima ancora che meccanico.

Tra le novità più attese c’è la presenza di Sony Honda Mobility, che al CES 2026 concentrerà la propria conferenza sulle evoluzioni della Afeela. Dopo anni di apparizioni come concept e prototipo, il progetto Afeela torna a Las Vegas con una nuova versione della Afeela 1 e con un concept inedito, segnando un passaggio importante nella strategia di Sony nel settore della mobilità elettrica. Un’anteprima che racconta come l’integrazione tra software, sensori, intrattenimento e guida stia diventando centrale nel futuro dell’auto.

Accanto a questo debutto, il CES 2026 vedrà anche l’ingresso di Kosmera, nuovo marchio automotive sostenuto da Dreame. Il brand si presenterà ufficialmente a Las Vegas con una hypercar elettrica da 1.900 CV e una berlina Reev con range extender, anticipando una strategia che guarda all’ingegneria dei sistemi, all’intelligenza artificiale e alle competenze maturate nel mondo della tecnologia consumer. Un esordio che si inserisce nel più ampio fenomeno di nuovi marchi tecnologici che scelgono il CES come piattaforma di lancio per entrare nel settore automotive.
Questi debutti confermano come CES 2026 stia diventando sempre più un luogo in cui osservare non solo le tecnologie che equipaggeranno le auto del futuro, ma anche le auto stesse, presentate come estensione di ecosistemi digitali, piattaforme software e visioni industriali di lungo periodo.
👉 Per approfondire, abbiamo dedicato articoli specifici alle singole novità:
Sony porta l’auto al centro del CES 2026: Afeela e un nuovo concept svelati a Las Vegas
Cosa vi mostriamo prima ancora che si apra la fiera
Se guardiamo alle anticipazioni, il CES 2026 mette sul tavolo una domanda semplice: che cosa succede quando il veicolo smette di essere solo meccanica e diventa un ambiente digitale che vede, ascolta, calcola e reagisce? Le risposte non arrivano da un unico settore, e infatti la fiera mette in contatto display maker, aziende software, componentisti, batterie, sensoristica e nuove piattaforme di mobilità.
Da qui in avanti, useremo questo articolo master come mappa. Ogni volta che entreremo nel dettaglio di una tecnologia o di un’azienda presente al CES 2026, collegheremo ciascun articolo a questo contenuto, così che il lettore possa sempre orientarsi “passo passo” e capire dove si colloca ciascuna novità dentro il quadro generale. Per la cronaca della manifestazione, le date ufficiali restano dal 6 al 9 gennaio 2026, con programma e orari pubblicati sul sito del CES.
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