Per anni comprare un’auto elettrica ha voluto dire mettere in conto un sovrapprezzo rispetto alla stessa vettura a benzina. Nel 2026 questa distanza si sta accorciando, soprattutto nel segmento delle compatte. Il mercato si è riempito di SUV elettrici di taglia urbana che partono attorno ai trentamila euro, dalla Renault 4 E-Tech alla Fiat 600e, e la corsa al ribasso non riguarda più solo i marchi storicamente economici: anche i nuovi arrivati spingono i listini verso il basso, come abbiamo visto con le elettriche cinesi a basso costo distribuite in Italia da Stellantis. A rendere possibile questo movimento è soprattutto una scelta industriale: condividere le piattaforme tra più modelli e più marchi, per abbattere i costi di sviluppo e trasferire il risparmio sul prezzo finale.
È in questo scenario che si inserisce la nuova arrivata di casa Skoda, pensata fin dall’inizio per stare nel punto più conteso del mercato.

Skoda entra nel segmento dove si gioca la partita
Skoda arriva a questo appuntamento con il vento in poppa. La Elroq, la sua elettrica di taglia media, ha chiuso il primo anno di commercializzazione intorno alle centomila unità in Europa, e il marchio dichiara di voler entrare tra i primi tre costruttori del continente entro il 2030, forte di oltre 1.040.000 vetture consegnate nel mondo nel 2025. La Epiq è il tassello che mancava in basso: una SUV elettrica compatta che la Casa boema vuole portare nelle mani di chi finora considerava l’elettrico fuori budget.

Lunga 4.171 millimetri, larga 1.798 e alta 1.581, con un passo di 2.601, la Epiq resta nelle misure cittadine ma non rinuncia alla praticità che è il marchio di fabbrica di Skoda. Il bagagliaio dichiarato è di 475 litri, una capacità superiore a quella della Kamiq a benzina di pari dimensioni, e sale a 1.345 litri abbattendo gli schienali; sotto il cofano anteriore si aggiunge un vano da 25 litri, il cosiddetto frunk. È il segno della filosofia che Skoda chiama Simply Clever, fatta di soluzioni quotidiane come la borsa per i cavi di ricarica o l’ombrello alloggiato nella portiera del guidatore.
La Epiq è anche il primo modello di serie del marchio a tradurre per intero il nuovo linguaggio di design Modern Solid, con la firma luminosa a forma di T destinata ai prossimi SUV e una cura aerodinamica che porta il coefficiente di resistenza a 0,275, valore che incide direttamente sui consumi e quindi sull’autonomia.
Tre versioni, due batterie e prezzi che cambiano la prospettiva
La gamma si articola su tre livelli, e capirli serve a leggere correttamente i prezzi. La Epiq 35 monta un motore da 85 kW, circa 115 cavalli, abbinato a una batteria al litio-ferro-fosfato da 38,5 kWh lordi, con un’autonomia dichiarata intorno ai 310 chilometri e una ricarica rapida in corrente continua fino a 50 kW. La Epiq 40 condivide la stessa batteria ma sale a 99 kW, 135 cavalli, e accetta una ricarica più veloce, fino a 90 kW. La Epiq 55, in cima alla gamma, adotta una batteria nichel-manganese-cobalto da 55 kWh lordi: eroga 155 kW, 210 cavalli, accelera da 0 a 100 chilometri orari in 7,1 secondi e dichiara un’autonomia tra 430 e 441 chilometri, con ricarica in continua fino a 105 kW che copre il tratto dal 10 all’80 per cento in circa 24 minuti.
I prezzi seguono questa scala. Si parte da 26.400 euro per la Epiq 35 e da 27.700 per la Epiq 40, mentre la Epiq 55 chiede 36.100 euro nell’allestimento Selection e 38.600 nella versione di lancio First Edition. La differenza non è solo di listino ma anche di calendario, ed è il dettaglio che molti annunci tralasciano: la 55 è ordinabile dal 20 maggio con le prime consegne a settembre, mentre le più economiche 35 e 40 si potranno prenotare da ottobre, con consegne attese a dicembre. Chi guarda al prezzo d’ingresso, quindi, deve mettere in conto qualche mese di attesa.
Sul piano della tecnologia la dotazione attinge a piene mani dai segmenti superiori. La Epiq introduce per Skoda la guida a un solo pedale, che recupera energia in rilascio, e la ricarica bidirezionale, capace di restituire l’energia della batteria a un dispositivo, a casa o alla rete con l’infrastruttura adatta. L’abitacolo ruota attorno a uno schermo da 13 pollici con sistema operativo Android e accesso ad applicazioni come Spotify, YouTube e Google Maps. Sul fronte sicurezza la Casa indica sette airbag di serie, incluso quello centrale anteriore, e sistemi come Front Assist, Side Assist e Lane Assist già di base, con il pacchetto opzionale Travel Assist 3.0 che riconosce i semafori e regola di conseguenza il comportamento della vettura.

C’è poi un capitolo che gli annunci tecnici liquidano in fretta e che invece racconta molto della direzione del marchio. La Epiq è il primo modello Skoda costruito senza materiali di origine animale: la pelle è sostituita da Techtona, un’alternativa sviluppata per la durata, mentre i tessuti dei sedili sono realizzati con poliestere riciclato. In tutto, secondo i dati del costruttore, la vettura incorpora oltre 34 chilogrammi di materiali riciclati. La First Edition, riservata alla fase di lancio e abbinata al solo motore da 155 kW, aggiunge dettagli in arancione Navajo, cerchi da 20 pollici, tetto nero a contrasto e volante sportivo a tre razze.
Contro chi corre la Epiq, e quale conviene

Il posizionamento di prezzo dice già con chi se la dovrà vedere. Con i 26.400 euro della versione d’ingresso, la Epiq si colloca sotto rivali dirette come la Renault 4 E-Tech, proposta da 29.950 euro, e la Fiat 600e, da 31.750. La Epiq 55 da 36.100 euro entra invece nella fascia di Ford Puma Gen-E, da 33.250 euro, e Opel Mokka Electric, da 36.850. Il vantaggio di listino, soprattutto sulle versioni d’accesso, è il vero argomento di vendita.

Resta la domanda pratica: quale versione ha senso. Per chi usa l’auto soprattutto in città e nei tragitti quotidiani, le 35 e 40 con i loro circa 310 chilometri dichiarati bastano e tengono il prezzo dalla parte giusta, a patto di accettare l’attesa fino a fine anno. Chi invece affronta spesso tratte lunghe troverà nella 55, con i suoi 441 chilometri e la ricarica più rapida, l’unica scelta sensata, e oggi è anche l’unica disponibile da subito. La Epiq, del resto, non resterà sola a lungo: Skoda ha già annunciato la Peaq, con cui contava di raddoppiare la propria offerta a batteria entro la fine del 2026.
Al di là delle schede, la notizia vera è proprio quel numero d’ingresso. Quando una SUV elettrica arriva a costare quanto la sua equivalente a benzina, la domanda che il compratore si pone smette di essere se passare all’elettrico e diventa semplicemente quale modello scegliere. Ed è su quel terreno, più che sui cavalli, che la Epiq vuole essere ricordata.
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