Rolls-Royce ha realizzato una sola vettura di questo tipo, e non ne farà altre. Si chiama Phantom Regatta ed è quella che in gergo la casa definisce una “one-of-one”, cioè un esemplare unico costruito su commissione per un singolo cliente. La base è la Phantom Extended, la versione a passo lungo della berlina ammiraglia del marchio, quella con più spazio per i passeggeri posteriori. Il debutto è previsto al Festival of Speed di Goodwood 2026 (9-12 luglio 2026), la grande manifestazione dedicata ai motori che si tiene ogni anno nella tenuta di Goodwood, nel West Sussex, in Inghilterra, dove ha sede la stessa Rolls-Royce.

Il tema dell’auto è il mare, e in particolare le regate: le competizioni tra barche a vela che ogni estate si disputano su un tratto di mare chiamato il Solent, il braccio d’acqua che separa l’isola di Wight dalla terraferma inglese. Tra queste regate c’è anche la storica Cowes Week. Quelle acque, insieme al vicino porto naturale di Chichester Harbour, si vedono dalla tenuta di Goodwood, il luogo in cui la vettura verrà presentata.

C’è anche un legame con la storia del marchio. Quelle stesse coste sono legate a Sir Henry Royce, cofondatore dell’azienda: la sua casa, chiamata Elmstead, si trova nel villaggio costiero di West Wittering, a poco più di dodici chilometri dall’attuale quartier generale della casa automobilistica.
«Phantom Regatta è il lavoro dei nostri designer, ingegneri e artigiani, ispirato dalle acque che hanno davanti a casa. Porta lo spirito della vela, i suoi colori, i materiali e il senso di velocità, nella quiete di una Phantom Extended», ha dichiarato Phil Fabre de la Grange, responsabile del reparto Bespoke di Rolls-Royce, ovvero la divisione che si occupa delle personalizzazioni su misura richieste dai clienti.
L’esterno: il colore della costa

La carrozzeria è dipinta in due tonalità sovrapposte. La parte alta è in Regatta Blue, un blu marino profondo; la parte bassa in English White, un bianco. Le due vernici sono stese a mano con una tecnica bicolore che, secondo Rolls-Royce, richiama la linea in cui lo scafo di una barca a vela incontra l’acqua. La vettura monta cerchi da 22 pollici a disco completamente lucidati: superfici a specchio che richiamano i verricelli in acciaio lucido di uno yacht da regata, cioè gli argani che servono a manovrare le cime delle vele.

Gli interni: come una barca a vela spiegata al vento
Dentro, la logica cromatica è la stessa di un’imbarcazione in navigazione: acqua blu in basso, tela bianca in alto. La zona anteriore è rivestita in pelle blu navy; la suite posteriore è in Grace White, un bianco che vuole evocare la tela delle vele e la scia lasciata dalla barca. Le impunture a contrasto, i bordini dei sedili e delle portiere e il volante riprendono entrambe le tonalità. I monogrammi “RR” sono ricamati in Turchese, lo stesso turchese dell’acqua bassa e limpida sotto costa.

Le parti in legno abbinano due essenze: il Piano Milori e il Royal Walnut a poro aperto (una noce lavorata in modo da lasciare visibile la venatura naturale), rifinite a mano in versione satinata sul Waterfall, il pannello che separa i sedili posteriori, sulle portiere posteriori e sui piani dei tavolini. Il dettaglio più laborioso sono proprio i tavolini a scomparsa, quelli che si aprono dallo schienale dei sedili anteriori per i passeggeri dietro. Rifinirli ha richiesto, stando a quanto dichiarato dalla casa, circa 120 ore di lavoro ciascuno. Sono costruiti come il ponte di uno yacht: ogni tavolino è composto da 16 “doghe” di Royal Walnut, ricavate tutte dallo stesso pezzo di legno per avere venature uniformi, montate a mano partendo dal centro verso l’esterno in modo da creare un effetto a specchio (in falegnameria si chiama bookmatched, cioè “aperto come un libro”). Tra una doga e l’altra corre una sottile striscia di legno Black Bolivar larga appena due millimetri, tagliata in un pezzo solo per non lasciare giunzioni visibili, come il calafataggio che sigilla le fughe sui ponti delle barche.

I dettagli: un dipinto largo quanto la plancia e 1.307 stelle
L’elemento centrale dell’abitacolo è un dipinto a mano che attraversa la plancia per tutta la sua larghezza. Si inserisce nella cornice della cosiddetta Gallery, lo spazio vetrato che sulla Phantom corre davanti al passeggero e che Rolls-Royce usa per ospitare opere d’arte. Il dipinto si intitola Watercolour (“acquerello”) ed è stato realizzato dall’artista interno del marchio con colori sviluppati appositamente, stesi su un supporto in legno a poro aperto. Per rendere il movimento delle onde e del mare aperto, l’artista ha messo a punto una nuova tecnica di sfumatura, perfezionata in due settimane su diversi pannelli di prova, cambiando via via colori e modi di applicazione.

Sopra la testa dei passeggeri c’è il cielo stellato: lo Starlight Headliner, il rivestimento del tetto in cui piccole fibre ottiche riproducono le stelle. Qui i punti luminosi sono 1.307, collocati uno per uno a mano, e il disegno si ispira ai vortici delle correnti di marea intorno all’isola di Wight. A completare l’insieme ci sono le portiere illuminate.
L’auto tiene poi nascosto un dettaglio. Ognuna delle bocchette dell’aria “a occhio” (le prese d’aria circolari e orientabili) è incisa con una coppia di coordinate geografiche, visibili solo quando si inclina la bocchetta in avanti. Quella lato passeggero riporta le coordinate di Goodwood House, la residenza al centro della tenuta (50°52’12″N 00°44’24″W); quella lato guida quelle della sede Rolls-Royce (50°51’13″N 00°44’40″W). I due punti distano meno di un miglio l’uno dall’altro (circa 1,6 chilometri) e insieme fissano l’auto al luogo in cui è nata.
I dati tecnici
Sul fronte tecnico, il comunicato riporta i valori di omologazione secondo il ciclo WLTP (lo standard europeo con cui si misurano consumi ed emissioni): emissioni di anidride carbonica comprese tra 353 e 365 grammi per chilometro e consumi tra 16,2 e 15,6 litri per 100 chilometri.
Il contesto: lusso digitale contro lusso fatto a mano
La Phantom Regatta arriva in un momento in cui, nel segmento delle auto di lusso, si sono aperti due fronti molto diversi. Da una parte c’è la corsa alla tecnologia di bordo: pochi giorni fa Mercedes ha presentato a Roma la nuova Classe S, con sistema operativo proprietario, assistente vocale basato sull’intelligenza artificiale e fino a circa 100 km di autonomia in elettrico (Nuova Mercedes Classe S 2026: debutta a Roma con IA a bordo e V8 da 537 CV), erede della visione dell’auto come spazio digitale già anticipata al CES di Las Vegas (CES 2026: Mercedes-Benz racconta il futuro dell’auto come spazio digitale da vivere). Sullo stesso terreno spingono i nuovi marchi cinesi del premium, come la DENZA del gruppo BYD con la sua berlina Z9GT (Auto elettriche di lusso 2026: i brand cinesi puntano al premium con DENZA e la Z9GT).
Dall’altra parte c’è la strada scelta da Rolls-Royce, che punta sulla lavorazione manuale e sul pezzo unico, come già mostrato con le circa 250 ore di artigianato dietro un solo abitacolo raccontate alla London Craft Week 2026 (250 ore di lavoro a mano: così nasce un’opera d’arte dentro una Rolls-Royce). La Phantom Regatta si colloca esattamente qui: un’auto che, invece di rincorrere il software, costruisce il proprio valore su vernice, pelle, legno e metallo lavorati a mano.
Vale la pena ricordare che la Rolls-Royce Motor Cars con sede, come detto a Goodwood, dove lavorano oltre 2.500 persone, è una società controllata dal gruppo BMW ed è del tutto separata dalla Rolls-Royce plc, l’azienda che produce motori per aerei: due realtà distinte che condividono il nome.
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