Cinque minuti alla colonnina, e l’autonomia recuperata copre quattrocento chilometri. È il numero che, partito dalla Cina, ha smesso di essere un esperimento da fiera per diventare la misura di una promessa: una velocità di ricarica che fino a poco fa apparteneva soltanto al rifornimento di benzina. Chiunque abbia guidato un’auto elettrica conosce l’altra faccia di quel numero: l’attesa al parcheggio di servizio, il caffè preso per far passare il tempo, l’occhio fisso alla percentuale che sale piano.
Quell’attesa è diventata il vero terreno di gioco dell’auto elettrica, più del prezzo e più dei cavalli. E su quel terreno il vantaggio tecnologico sta cambiando passaporto. L’Italia se ne accorge prima di tutto dai numeri della distribuzione: nel 2026 i marchi emergenti, in larga parte cinesi, contano già circa 580 concessionarie e 1.500 punti vendita sul territorio nazionale, in crescita del 60 per cento rispetto all’anno precedente, mentre le previsioni di settore parlano di ventisette nuove insegne in arrivo entro il 2028. Una parte consistente di questa avanzata riguarda la fascia alta, quella che fino a ieri sembrava preclusa ai costruttori della Repubblica Popolare, come avevamo raccontato nell’analisi dedicata alle auto elettriche di lusso 2026 e ai brand cinesi che puntano al premium.

Un marchio del 2010 venduto da una famiglia del 1924
Il brand che ha scelto Bologna per il suo debutto fisico in Italia non è un nome improvvisato. DENZA nasce nel 2010 come joint venture tra BYD e Daimler, la casa madre di Mercedes, lancia il primo veicolo nel 2014 e oggi rappresenta il marchio premium del Gruppo BYD interamente dedicato ai veicoli a nuova energia. Porta in Italia, prima ancora dei suoi modelli, la tecnologia di ricarica su cui la casa cinese sta costruendo la propria reputazione internazionale.
Lo showroom DENZA di Bologna occupa 530 metri quadrati in via Agucchi 74/6 e nasce in collaborazione con il Gruppo Barchetti, una delle realtà storiche della distribuzione automobilistica italiana. Fondata nel 1924 e guidata da Ivo e Andreas Barchetti, l’azienda emiliana rappresenta sedici marchi attraverso oltre trenta sedi: cento anni di concessionaria di famiglia messi al servizio di un marchio nato da appena quindici. È in questa distanza, tra un secolo di mestiere e un costruttore giovanissimo, che si misura la natura dell’operazione. All’inaugurazione hanno preso parte Alfredo Altavilla, Special Advisor del Gruppo BYD per l’Europa, e Alessandro Grosso, Country Manager BYD e DENZA Italia, accanto ai padroni di casa.
La stazione che ricarica in cinque minuti
Il cuore tecnologico del debutto bolognese non è in vetrina ma alla presa. Bologna ospiterà la prima stazione Flash Charging DENZA d’Italia, ancora in fase di finalizzazione, capace di erogare fino a 1.500 chilowatt, abbinata alla batteria da 122,5 kWh della Z9GT (oltre 600 chilometri di autonomia a piena carica). La tecnologia poggia sulla seconda generazione della Blade Battery di BYD, con chimica litio-ferro-fosfato e una densità energetica più alta, e secondo i dati comunicati dal gruppo porta la batteria dal 10 al 70 per cento in cinque minuti, dal 10 al 97 per cento in nove, e anche con temperature fino a meno trenta gradi dal 20 al 97 per cento in circa dodici. La casa lo riassume in una formula, “Pronta in 5, completa in 9, con il freddo aggiungi 3”. Tradotto in termini di rete, la stazione di Bologna è la prima di un piano che il gruppo dichiara di voler portare a circa 3.200 unità.
A 1.500 chilowatt, la potenza di picco è da quattro a sei volte quella delle colonnine ad alta velocità più diffuse oggi in Europa, ferme tra i 150 e i 350 chilowatt; persino i piani europei più aggressivi, come quelli annunciati da Ionity con le nuove unità da 600 chilowatt, restano sotto la metà. Per chi guida, la differenza non è un tecnicismo: è la distanza tra una sosta programmata e una pausa da distributore.

Z9GT e D9, i due modelli in mostra
In esposizione i clienti trovano due interpretazioni diverse dello stesso posizionamento. La Z9GT è una shooting brake, una familiare sportiva dal profilo allungato, disponibile in versione completamente elettrica e Super Hybrid DM-i. La variante elettrica monta tre motori per una potenza complessiva di 1.156 cavalli, accelera da zero a cento chilometri orari in 2,7 secondi e tocca i 270 orari, con un listino che parte da 116.450 euro. È il modello con cui DENZA ha già fatto parlare di sé in Italia, dalla passerella della 1000 Miglia Green 2025 raccontata su queste pagine.
La D9 sposta l’accento dalla prestazione allo spazio. È una monovolume a sette posti con powertrain Super Hybrid DM-i, costruita per coprire fino a 210 chilometri in modalità solo elettrica e fino a 950 con il pieno di carburante e la batteria carica. La distinzione tecnica sta negli allestimenti pensati per il viaggio lungo: impianto audio firmato Devialet, sedili posteriori “zero gravity”, configurazione flessibile dell’abitacolo. Per una famiglia o per un uso da rappresentanza, significa coprire il tragitto urbano quotidiano senza accendere il motore termico e affrontare le percorrenze lunghe senza ansia di colonnina, con un prezzo d’ingresso di 79.950 euro.
“L’apertura del primo showroom DENZA in Italia rappresenta una tappa fondamentale nella strategia di sviluppo del brand nel nostro Paese”, ha dichiarato Alessandro Grosso, Country Manager BYD e DENZA Italia, indicando in Bologna “una piazza centrale per il mercato automotive italiano”. Per Andreas Barchetti, amministratore delegato del gruppo emiliano, essere stati scelti come primo dealer italiano del marchio “è un grande onore”.
Alla gamma esposta a Bologna si affiancherà nei mesi successivi un terzo modello, la Bao 5, SUV ibrido plug-in di DENZA pensato per il fuoristrada.
La corsa alla ricarica si sposta a Est
Bologna, quindi, non racconta soltanto l’arrivo di un altro marchio. Racconta dove si sta spostando il primato sulla ricarica, la variabile che più di ogni altra decide oggi l’acquisto di un’auto elettrica. DENZA dichiara di voler aprire dodici showroom in Italia entro la fine del 2026 e di costruire attorno a essi una rete di ricarica ultrarapida, mentre i costruttori e gli operatori europei rincorrono lo stesso obiettivo con potenze ancora dimezzate. Chi valuta oggi il passaggio all’elettrico farà bene a guardare due cose prima del numero di cavalli: la compatibilità della vettura con le nuove potenze di ricarica e la presenza effettiva di quelle stazioni lungo i propri percorsi abituali.
Resta la domanda da cui siamo partiti, quella dell’attesa alla colonnina. La risposta che arriva da via Agucchi è che il pieno elettrico in cinque minuti ha smesso di essere una promessa da salone per diventare infrastruttura installata, e che a posarne la prima pietra in Italia non è un marchio europeo. La velocità, per una volta, parla cinese.
Sullo stato di evoluzione tecnologica delle batterie per le auto elettriche, della loro durata in termini di autonomia e sulla diminuzione dei tempi di ricarica abbiamo pubblicato il seguente approfondimento: Batterie auto elettriche: ma i cinesi stanno davvero vincendo su autonomia e ricarica?
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