I brand cinesi alla porta dell’Europa
Da qualche anno i costruttori automobilistici cinesi guardano all’Europa con un interesse crescente e, fino a poco tempo fa, largamente frustrato. I prezzi competitivi ci sono. La tecnologia, soprattutto sul fronte elettrico, regge il confronto con i costruttori occidentali. Quello che manca è tutto il resto: una rete di concessionari capillare, un’assistenza post-vendita riconoscibile, la fiducia del consumatore europeo verso un marchio che non ha storia sul continente, e la capacità di navigare un sistema di omologazioni tra i più complessi al mondo.
Il risultato è che per anni l’ingresso delle auto elettriche cinesi in Europa è rimasto un fenomeno marginale. Pochi modelli, pochi punti vendita, pochi clienti disposti a rischiare su un marchio sconosciuto un acquisto da ventimila euro o più. La barriera non era tecnologica. Era distributiva, commerciale, culturale. Ed era altissima.
Poi qualcuno ha trovato una porta già aperta.
Stellantis come infrastruttura di ingresso
Hangzhou, Cina orientale, 2015. In quella città, lontana dai grandi hub automobilistici di Detroit, Stoccarda o Tokyo, nasce Leapmotor, una startup di veicoli elettrici fondata con l’ambizione di competere non solo nel mercato domestico cinese ma su scala globale. Per quasi un decennio il brand cresce in Cina, costruisce una gamma, affina la tecnologia. Nel 2025 consegna circa 600.000 veicoli in tutto il mondo e raggiunge per la prima volta la redditività annuale. Non è più una startup che insegue il mercato. È un costruttore con i conti in ordine.
Nel 2024 incontra Stellantis. L’accordo che ne nasce è preciso nella sua architettura: Stellantis acquisisce il 20% di Leapmotor e costituisce con il marchio cinese una joint venture chiamata Leapmotor International, controllata al 51% dal gruppo italo-francese, con il compito esclusivo di distribuire i veicoli Leapmotor fuori dalla Cina. Stellantis non compra il marchio. Non compra i progetti. Non produce le auto. Mette a disposizione qualcosa di più difficile da costruire da zero: una rete di 800 concessionari in tredici paesi europei, di cui 125 in Italia, gli stabilimenti, le competenze ingegneristiche e la credibilità commerciale accumulata in decenni di presenza sul mercato. La T03 Van, versione commerciale della citycar elettrica di punta di Leapmotor, viene prodotta in Cina e finalizzata industrialmente nello stabilimento Stellantis di Mirafiori, a Torino. L’assetto delle sospensioni della B05, l’ultima berlina sportiva del marchio appena ordinabile in Italia, è stato messo a punto dal team ingegneristico europeo di Stellantis.
Non è una semplice partnership commerciale. È una cessione di infrastruttura in cambio di prodotto e prezzo.
I numeri di una crescita senza precedenti
Per capire cosa significa avere accesso a quella infrastruttura basta guardare i dati del mercato italiano nei primi tre mesi del 2026, elaborati da Dataforce e comunicati ufficialmente da Leapmotor Italia.
A gennaio 2026 Leapmotor registra 1.118 immatricolazioni in Italia, con una crescita del 594% rispetto allo stesso mese del 2025. È già un segnale. A febbraio le immatricolazioni salgono a 5.006, con un incremento del 2.196% su base annua: in quel mese il brand conquista il 39,3% dell’intero mercato BEV italiano e il 51,4% nel canale dei privati. A marzo si chiude con 5.513 immatricolazioni, quota BEV totale al 33,5%, quota BEV privati al 44,6%, e il quinto posto assoluto tra tutti i brand operanti in Italia, qualunque alimentazione. Il totale del primo trimestre è 11.637 unità, già superiore all’intero volume registrato nel corso del 2025.
A trascinare questi numeri è principalmente la T03, citycar elettrica con un prezzo di accesso al mercato BEV, che a marzo diventa la terza auto più venduta in Italia per tutte le alimentazioni, dietro soltanto a Fiat Pandina e Jeep Avenger. Due modelli Stellantis. Il dato vale da solo più di qualsiasi analisi: il brand cinese arrivato in Italia poco più di un anno fa si inserisce in una classifica dominata dal gruppo che lo distribuisce. In Europa il quadro si replica su scala più ampia: nel solo mese di marzo Leapmotor supera le 11.000 immatricolazioni in tredici paesi, con una crescita del 754% rispetto a marzo 2025. Nel primo trimestre 2026 le immatricolazioni europee raggiungono 24.751 veicoli, in aumento del 706% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nel solo primo trimestre 2026 le esportazioni globali fuori dalla Cina superano le 40.000 unità, record storico per il brand.
Una gamma che si espande mese dopo mese
La velocità con cui Leapmotor sta costruendo la propria presenza in Italia non si misura solo nelle immatricolazioni. Si misura nella gamma, che in pochi mesi è passata da un prodotto a cinque, ciascuno pensato per intercettare un segmento di mercato diverso.
La T03 è la citycar elettrica che ha aperto il mercato italiano, con un’autonomia WLTP fino a 256 km e un prezzo che la posiziona nella fascia di accesso all’elettrico. La B10 BEV è il SUV compatto che ha conquistato a marzo il primo posto nel segmento C-SUV elettrico in Italia. La B10 REEV Hybrid, presentata al Media Drive internazionale di Roma a marzo con un percorso di prova che si snodava fino al Lago di Bracciano, introduce nel mercato italiano una tecnologia diversa da qualsiasi ibrido tradizionale: le ruote sono azionate esclusivamente dal motore elettrico, mentre un generatore a benzina da 1,5 litri e 50 kW entra in funzione solo per ricaricare la batteria da 18,8 kWh quando necessario, garantendo un’autonomia combinata fino a 900 km. Il prezzo di listino parte da 29.900 euro, con un’offerta di lancio a 24.900 euro con permuta o rottamazione.
La B05, i cui ordini in Italia sono aperti dal 23 aprile, è la prima berlina sportiva del marchio: 218 CV, trazione posteriore, 0-100 in 6,7 secondi, batteria da 56,2 o 67,1 kWh con autonomia WLTP fino a 482 km, ricarica rapida da 174 kW che porta la batteria dal 30% all’80% in circa 17 minuti. Il prezzo di listino parte da 26.900 euro, con un’offerta di lancio a 22.900 euro con permuta o rottamazione. La T03 Van, ordinabile dall’8 aprile, è invece la versione commerciale leggera della citycar, con vano di carico fino a 657 litri e un prezzo di listino di 14.590 euro IVA esclusa, finalizzata industrialmente proprio a Mirafiori.
Cinque prodotti in segmenti diversi, tutti distribuiti attraverso la rete Stellantis, tutti omologati per il mercato europeo, tutti con prezzi costruiti per competere nella fascia media del mercato. Come abbiamo raccontato analizzando i risultati finanziari di Stellantis nel primo trimestre 2026, questa strategia sta già producendo effetti misurabili sui volumi europei del gruppo.
Dove sta andando questo modello
Mentre in Italia Leapmotor consolida la leadership nel mercato elettrico, in Cina il brand non rallenta. Nel primo trimestre 2026 ha consegnato 110.155 veicoli nel mercato domestico, in crescita del 25,82% rispetto allo stesso periodo del 2025, confermando la prima posizione tra le startup di veicoli a nuova energia nel paese. A marzo 2026 le consegne cinesi hanno toccato 50.029 unità in un solo mese. Nel corso del 2026 sono previsti quattro nuovi modelli, che secondo le previsioni del marchio dovrebbero rappresentare circa il 60% delle vendite annuali complessive. Il 24 aprile, al Salone dell’Auto di Pechino, Leapmotor ha presentato la propria gamma completa davanti a oltre 100 testate giornalistiche internazionali provenienti dai cinque continenti: berline, SUV e monovolume con propulsori elettrici e a autonomia estesa, a coprire ogni segmento di mercato rilevante.
Parte di quei modelli arriverà in Europa. La pipeline è già definita. E la porta, quella aperta da Stellantis, è ancora spalancata.
La domanda che il mercato automobilistico europeo si troverà a rispondere nei prossimi mesi non è se altri brand cinesi seguiranno lo stesso percorso. È quanti costruttori occidentali sono disposti ad aprire la propria infrastruttura in cambio di prodotto, quota di mercato e una fetta di un segmento elettrico che non riescono ancora a presidiare in modo competitivo. Leapmotor è arrivata prima. E certamente non resterà da sola.
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