La quota dei marchi cinesi sul mercato automobilistico italiano รจ passata dallo 0,20% del 2019 all’8,08% del 2025, per arrivare al 13,30% nel maggio 2026. ร quanto emerge dal report “Mercato Auto: scenari, sfide globali e il confronto con la Cina”, elaborato dal Centro Studi Methodos Consulting e diffuso a Milano il 23 luglio 2026, che analizza l’evoluzione del mercato e le possibili implicazioni per case automobilistiche e reti di concessionari italiane.

Methodos Consulting รจ una societร di consulenza specializzata nel settore automotive, attiva da oltre trent’anni al fianco di case automobilistiche, concessionarie e operatori della mobilitร in progetti di gestione, riorganizzazione e formazione.
Il documento descrive uno spostamento del baricentro competitivo verso l’Asia, accompagnato da un rapido cambiamento delle preferenze dei consumatori, e individua nella crescita dei marchi cinesi una delle componenti di una trasformazione piรน ampia del settore.
Perchรฉ i marchi cinesi stanno crescendo
Secondo le elaborazioni del Centro Studi Methodos Consulting, la crescita registrata tra il 2019 e il 2026 รจ legata a piรน fattori concomitanti: l’ampliamento dell’offerta disponibile sul mercato italiano, il posizionamento competitivo dei prezzi, la ricchezza delle dotazioni tecnologiche di serie e la capacitร dei nuovi operatori di introdurre modelli con cicli di sviluppo particolarmente rapidi.
Ha inciso anche l’effetto residuo degli incentivi giร prenotati, soprattutto nel comparto delle vetture elettrificate. Il report cita il caso di Leapmotor, marchio che ha unito prezzi accessibili a contenuti tecnologici avanzati, contribuendo alla crescente visibilitร dei costruttori cinesi in Italia.
Cambiano anche le motorizzazioni scelte dagli automobilisti
Alla crescita dei nuovi marchi si accompagna un cambiamento altrettanto rapido nella scelta delle alimentazioni. Nel periodo gennaio-maggio 2026 le vetture esclusivamente termiche rappresentano il 32,69% del mercato italiano, contro il 93,40% registrato nel 2019. Nello stesso periodo le motorizzazioni ibride hanno raggiunto il 59,19% e le vetture completamente elettriche l’8,12%.
Per Methodos Consulting questi numeri non descrivono la sostituzione di una tecnologia con un’altra, ma una fase di progressiva diversificazione dell’offerta. Case automobilistiche e concessionari si trovano quindi a dover gestire contemporaneamente piรน alimentazioni, esigenze di utilizzo differenti e nuovi modelli di acquisto e finanziamento.
La pressione sui segmenti B e C
L’offerta dei costruttori cinesi si concentra soprattutto sui segmenti B e C, che includono citycar, crossover e SUV compatti: categorie storicamente centrali per i produttori europei e determinanti per i volumi delle reti di vendita. In un mercato in cui una parte crescente della clientela guarda con attenzione al rapporto tra prezzo, dotazioni e tecnologia, i nuovi operatori stanno aumentando la pressione competitiva su listini e margini.
Alle case automobilistiche europee viene chiesto di affrontare in parallelo la transizione energetica, gli investimenti nelle piattaforme digitali e la dipendenza internazionale nella filiera delle batterie e dei relativi componenti. I dazi compensativi introdotti dall’Unione europea sulle vetture elettriche a batteria prodotte in Cina puntano a riequilibrare le condizioni di concorrenza; tra gli effetti industriali possibili, il report indica l’accelerazione di partnership tra operatori europei e cinesi e la localizzazione in Europa di stabilimenti produttivi legati alla filiera delle batterie.
Lo scenario: quota cinese al 30% entro il 2036
Nello scenario centrale elaborato da Methodos Consulting, la quota dei marchi cinesi potrebbe arrivare al 30% del mercato italiano entro il 2036. Il report precisa che non si tratta di una previsione puntuale, ma di uno scenario costruito su alcune ipotesi: lo sviluppo dell’offerta, la capacitร produttiva, le politiche commerciali, la regolamentazione europea e la progressiva accettazione dei nuovi marchi da parte dei consumatori.
L’evoluzione effettiva dipenderร dalle strategie dei produttori europei, dalle politiche industriali dell’Unione europea e dalla capacitร dei nuovi operatori di garantire continuitร commerciale, assistenza, disponibilitร di ricambi e tenuta dei valori residui delle vetture.
Per i concessionari la prioritร รจ il controllo di gestione
La trasformazione in corso coinvolge direttamente le reti distributive. Le case automobilistiche stanno rivedendo la dimensione delle reti, sperimentando nuovi modelli di agenzia e favorendo la nascita di poli territoriali multibrand di dimensioni maggiori.

“Il mercato dell’auto non sta soltanto cambiando alimentazione, ma sta ridefinendo gli equilibri industriali e commerciali dell’intero settore”, dichiara Vincenzo Pantaleoni, Senior Partner di Methodos Consulting. “Per i concessionari non si tratta di aderire in modo indiscriminato alle nuove proposte, ma di valutarle con strumenti economici e gestionali adeguati. Nei confronti omogenei analizzati dal report, alcuni modelli dei marchi cinesi presentano differenziali di listino che possono raggiungere il 15-25% rispetto a proposte tradizionali comparabili. Questo posizionamento puรฒ favorire la rotazione dello stock e ampliare la clientela potenziale, ma deve essere valutato insieme a margini reali, costi finanziari, valore residuo, qualitร del post-vendita e soliditร del distributore.”
Le quattro leve operative individuate dal report
Methodos Consulting individua quattro aree prioritarie su cui le concessionarie dovrebbero intervenire.
La prima riguarda il monitoraggio continuo del margine effettivo per vettura, la rotazione dello stock, i giorni medi di giacenza, il costo del capitale circolante e l’assorbimento dei costi di struttura: la valutazione di un nuovo mandato, secondo il report, non dovrebbe basarsi solo sui volumi potenziali ma sulla redditivitร complessiva e sulla sostenibilitร finanziaria dell’operazione.
La seconda leva รจ il rafforzamento delle attivitร a maggiore capacitร di generare margine e fidelizzazione: servizi finanziari e assicurativi, post-vendita evoluto, usato, noleggio e gestione della mobilitร . In un contesto di pressione crescente sui margini del nuovo, la redditivitร della concessionaria dipenderร sempre piรน dalla capacitร di presidiare l’intero ciclo di vita del cliente.
La terza riguarda l’accelerazione degli investimenti in digitalizzazione dei processi, integrazione dei sistemi gestionali, analisi dei dati e formazione commerciale e tecnica del personale: la velocitร di risposta al cliente e la capacitร di leggere tempestivamente le performance di marchi e canali diventeranno fattori competitivi determinanti.
La quarta leva รจ la diversificazione del portafoglio di marchi e servizi, valutando anche l’inserimento di uno o piรน operatori emergenti, compresi i costruttori cinesi. La scelta, indica il report, va fatta considerando il potenziale commerciale del territorio, la soliditร del distributore, la disponibilitร dei ricambi, la copertura delle garanzie, il supporto marketing, la formazione tecnica e le prospettive dei valori residui.
Post-vendita, ricambi e usato: i fattori che pesano di piรน
Il report ricorda che la competitivitร dei nuovi operatori non si misura solo attraverso prezzi di listino e dotazioni dei veicoli. Per i concessionari diventa essenziale verificare la capacitร dei marchi di garantire tempi certi nella fornitura dei ricambi, procedure di garanzia efficienti, formazione per le officine e strumenti adeguati alla gestione dell’usato.
I cicli di prodotto rapidi possono favorire l’innovazione commerciale, ma aumentano anche il rischio di svalutazione dello stock, delle vetture dimostrative e dei veicoli ritirati in permuta.
“Il concessionario del futuro dovrร essere piรน rapido, piรน diversificato e soprattutto piรน consapevole dei propri numeri”, conclude Pantaleoni. “La crescita dei marchi cinesi rappresenta una delle componenti della trasformazione in corso. A fare la differenza sarร la capacitร di integrare nuove opportunitร in un modello di business economicamente sostenibile.”
La classifica aggiornata: chi vende di piรน in Italia nel 2026
Per dare al lettore un riferimento verificabile accanto ai numeri di Methodos Consulting, ecco la classifica ufficiale delle immatricolazioni per marca in Italia nel cumulato gennaio-giugno 2026, elaborata da UNRAE (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri) sull’archivio nazionale dei veicoli aggiornato al 30 giugno 2026:
- Fiat: 106.693 unitร (+29,37% sul 2025)
- Toyota: 64.968 unitร (-1,02%)
- Volkswagen: 63.232 unitร (+1,60%)
- Dacia: 49.136 unitร (-10,01%)
- Peugeot: 45.648 unitร (-6,83%)
- Renault: 44.504 unitร (+3,02%)
- Audi: 43.802 unitร (+16,96%)
- BMW: 40.679 unitร (+2,44%)
- Jeep: 35.067 unitร (-4,96%)
- Citroรซn: 33.579 unitร (+0,35%)
Tra i marchi cinesi, nello stesso periodo, MG si colloca all’11ยฐ posto con 31.155 immatricolazioni (+6,37%), BYD al 13ยฐ con 29.502 unitร (+208,57%), Leapmotor al 16ยฐ con 24.274 unitร e Omoda&Jaecoo al 19ยฐ con 20.906 unitร (+295,87%, il maggiore incremento percentuale tra i marchi con volumi rilevanti).
A livello di gruppo industriale, secondo il comunicato ANFIA del 1ยฐ luglio 2026 il Gruppo Stellantis, che nel proprio perimetro commerciale include anche Leapmotor in virtรน dell’accordo di distribuzione tra le due aziende, guida il mercato italiano con una quota del 30,2% nel cumulato del semestre.
Un chiarimento utile: la classifica per marca non coincide automaticamente con la lista dei “marchi cinesi” usata da Methodos Consulting nel proprio report, che lavora su un perimetro di analisi definito autonomamente. MG, ad esempio, appartiene al gruppo cinese SAIC ma nasce come marchio britannico e non sempre viene classificato come “cinese” nelle analisi di mercato. ร uno dei motivi per cui le percentuali di quota dei marchi cinesi possono variare da fonte a fonte, a seconda dei criteri usati per definire cosa rientri in questa categoria.
Fonte: UNRAE, “Il mercato italiano delle autovetture per marca – Giugno 2026”, pubblicato il 1ยฐ luglio 2026; ANFIA, comunicato stampa “Anche giugno positivo per il mercato auto italiano: +10,6%”, 1ยฐ luglio 2026.
Il contesto: una crescita che passa anche dalla tecnologia delle batterie
L’avanzata dei marchi cinesi descritta dal report Methodos non riguarda solo prezzi e reti di vendita, ma si intreccia con la corsa tecnologica sulle batterie che in questi mesi vede i costruttori asiatici al centro dell’attenzione, tra promesse di autonomie superiori ai 1.000 chilometri e ricariche in pochi minuti. Il tema, con i relativi margini di realtร rispetto agli annunci, รจ approfondito nell’articolo Batterie auto elettriche: ma i cinesi stanno davvero vincendo su autonomia e ricarica?
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