Nel 2026, l’industria delle supercar ha scelto una direzione precisa: ibridizzare. L’Audi Nuvolari arriva a 1.001 CV affiancando un V8 biturbo a tre motori elettrici, la Lamborghini Revuelto NA63 porta il V12 su architettura PHEV, la Ferrari 849 Testarossa combina termico ed elettrico per oltre mille cavalli complessivi. Il messaggio del segmento è uniforme: la performance del futuro passa dall’elettrificazione.
Aston Martin a Goodwood risponde con una logica diversa. La famiglia “S” che il marchio di Gaydon presenterà alla 34ª edizione del Festival of Speed è interamente termica: tre modelli aggiornati non con batterie aggiuntive, ma con ingegneria meccanica spinta al massimo possibile dentro architetture già consolidate. Non è una scelta ideologica – la Valhalla PHEV da 1.079 CV dimostra che Aston Martin sa fare anche l’altro mestiere – ma una dichiarazione precisa su dove si trovano ancora i margini di miglioramento quando si decide di non aggiungere peso ma di togliere latenze.
La DB12 S guida il Supercar Paddock
A guidare la fila nel Supercar Paddock della tenuta nel Sussex ci sarà la DB12 S, Super Tourer con motore V8 biturbo da 700 CV e 800 Nm di coppia. Il cambio automatico a 8 rapporti è stato ricalibrato per innesti che – stando ai dati dichiarati dal costruttore – scendono fino a 120 millisecondi.
L’accelerazione dichiarata è 0-100 km/h in 3,4 secondi, con velocità massima di 325 km/h. Il pacchetto tecnico comprende ammortizzatori con software rivisto, differenziale elettronico (E-Diff) migliorato, barra antirollio posteriore più spessa e freni carboceramici montati di serie su ogni esemplare. Lo scarico è stato reingegnerizzato per una sonorità più marcata. La DB12 S è disponibile sia in versione Coupé che Volante.

Vantage S: 680 CV e un nuovo dialogo tra pilota e vettura
La Vantage S è la versione più orientata alla pista dell’intera gamma di auto sportive Aston Martin. Porta sul Goodwood Hill 680 CV e 800 Nm dal V8 biturbo da 4,0 litri, con 0-100 km/h in 3,3 secondi. La specificità tecnica di questa versione si trova nella mappatura dell’acceleratore drive-by-wire sviluppata esclusivamente per la configurazione “S”, un parametro che interviene sulla connessione percepita tra pilota e vettura prima ancora che sulle cifre di prestazione pura. Le sospensioni e i supporti del propulsore sono stati ridisegnati per migliorare agilità, risposta e stabilità. All’esterno, le prese d’aria centrali sul cofano e lo spoiler posteriore a tutta larghezza non sono elementi estetici: svolgono una funzione aerodinamica reale che Aston Martin non monta sulle versioni di minore potenza.
DBX S: il SUV che torna sul luogo dei suoi record
La DBX S torna a Goodwood a dodici mesi dalla sessione in cui il modello aveva stabilito i propri riferimenti sulla cronoscalata. Cinque posti, trazione integrale, 727 CV e 900 Nm di coppia, 0-100 km/h in 3,3 secondi. Rispetto alla DBX707 che precede, riduce il peso utile fino a 47 kg, un risultato ottenuto anche attraverso tecnologia trasferita direttamente dalla piattaforma della Valhalla. Il pacchetto comprende miglioramenti dinamici in linea con gli altri modelli “S” e ritocchi stilistici agli interni e agli esterni. Il bilancio: la variante più potente del SUV Aston Martin è anche, per la prima volta, quella più leggera.
Hypercar, Valkyrie e Formula 1: il resto del paddock
La gamma “S” occupa il centro della scena, ma Goodwood 2026 vede schierata anche la parte più estrema del catalogo Aston Martin. La Valhalla PHEV – 1.079 CV e 1.100 Nm totali, produzione limitata a 999 esemplari – sarà in mostra come punto di riferimento attuale del segmento hypercar ibrido. Accanto a lei, la Valkyrie: hypercar con motore V12 aspirato e architettura derivata dalla Formula 1, che sul Goodwood Hill ha già costruito negli anni precedenti una propria storia di passaggi memorabili.


Completa il quadro la Vanquish, quest’anno alla sua terza generazione e al 25° anniversario dalla comparsa del nome nella storia di Aston Martin. La prima Vanquish debuttò nel 2001 come apice della gamma a motore anteriore; la versione attuale mantiene la stessa vocazione su una piattaforma completamente ridisegnata.

Sul fronte della Formula 1, il team Aston Martin Aramco porterà la AMR25 sulla celebre cronoscalata: Jak Crawford, terzo pilota ufficiale del team, salirà a bordo la domenica; Jessica Hawkins, Driver Ambassador e Head of F1 Academy di Aston Martin, guiderà il sabato. Per entrambi è il debutto al Festival of Speed estivo al volante di una monoposto di Formula 1.

Il nuovo volto commerciale del marchio parla da Goodwood
A commentare la lineup è Andrea Baldi, nominato Chief Commercial Officer di Aston Martin il 18 maggio scorso dopo quindici anni in posizioni di vertice in Lamborghini e dieci anni in Ducati: “Il Festival of Speed è sempre un evento fondamentale per noi e, ancora una volta, abbiamo curato quella che credo sia un’esposizione pienamente degna di questa celebrazione dell’eccellenza automobilistica. La selezione di modelli ‘S’ in mostra sottolinea il nostro impegno per l’eccellenza ingegneristica e per il piacere di guida su strada, offrendo al contempo ai partecipanti al festival l’opportunità di ammirare creazioni Aston Martin eccezionali come l’AMR25 e la Valkyrie, a dimostrazione della profondità e dell’ampiezza delle nostre ambizioni nel settore automobilistico.”
Che Aston Martin abbia scelto il proprio nuovo responsabile commerciale nel management di Lamborghini – il marchio che da anni occupa la posizione di riferimento nel segmento delle supercar di lusso – è un dettaglio che dice qualcosa sulle ambizioni che Gaydon coltiva per il prossimo ciclo di prodotto. Lawrence Stroll, che ha assunto la presidenza esecutiva del gruppo nel 2020 riportandolo in Formula 1 con il team Aston Martin Aramco, ha costruito un’agenda precisa: Goodwood 2026 ne è la vetrina più grande finora.
Il contesto: potenza termica in un anno che guarda all’ibrido
Le tre “S” di Aston Martin si collocano in un anno in cui il mercato delle auto ad alte prestazioni sta riscrivendo i propri parametri. Abbiamo raccontato come l’Audi Nuvolari abbia portato la Casa di Ingolstadt nel territorio delle hypercar con 1.001 CV in configurazione ibrida plug-in (Nuova Audi Nuvolari: la prima supercar ibrida dei quattro anelli) e come la Lamborghini Revuelto NA63 declini la prima V12 ibrida di Sant’Agata in una serie dedicata al mercato nordamericano (Revuelto NA63: il tributo Lamborghini al Nord America). La Bentley Supersports 2026, al contrario, sceglie una strada vicina a quella di Aston Martin: V8 termico, trazione posteriore, alleggerimento rispetto alla versione standard (Bentley Supersports 2026: la Continental GT torna a due posti e trazione posteriore).
La convergenza non è casuale. In un segmento dove la potenza totale si misura sempre più spesso sommando cavalli termici ed elettrici, alcune case scelgono ancora di alzare il limite di quello che un motore a combustione può fare da solo. Goodwood Hill, il 9 luglio, sarà il primo banco di prova visibile di dove quella scelta porta.