C’è un gesto che fino a pochi anni fa avrebbe fatto storcere il naso a qualsiasi sommelier e che oggi, sotto l’ombrellone, non scandalizza più nessuno: lasciare cadere tre cubetti di ghiaccio dentro un calice di champagne. Quello che la critica enologica trattava come un’eresia è diventato il modo più diffuso di bere bollicine in spiaggia, dalla Versilia alla Costa Smeralda. Il ghiaccio, semplicemente, ha smesso di essere un problema.
Chi passa l’estate tra un lettino e una terrazza lo sa già. Il rito dell’aperitivo si è spostato sulla sabbia, i colori dominanti della stagione sono il bianco burro, il blu navy e il giallo limone, e l’estetica che detta legge è quella della Riviera: elegante ma senza sforzo, lussuosa ma scalza. È in questa atmosfera, fatta di tramonti lunghi e di brindisi condivisi più che esibiti, che un grande nome dello Champagne ha deciso di muoversi togliendo qualcosa invece di aggiungerlo.

Una Maison di 283 anni che per una volta sottrae
Moët & Chandon nasce nel 1743. In quasi tre secoli di storia la Maison ha costruito la propria identità accumulando: cuvée, annate, packaging riconoscibili, codici di servizio. Per l’estate 2026 fa il contrario, e affida l’operazione a Pharrell Williams, il musicista e produttore di “Happy” e “Get Lucky” oggi direttore creativo della linea uomo di Louis Vuitton e fondatore del marchio Humanrace, già insignito in Francia della Légion d’honneur. È il secondo capitolo di una collaborazione iniziata nel 2025, quando aveva reinterpretato il Brut Impérial nei toni Midnight Blue, Gold e Deep Red.
Il legame tra Williams e la stagione non è casuale. Moët & Chandon Ice Impérial, lo champagne pensato fin dall’origine per essere bevuto con il ghiaccio, è stato creato nel 2011, ma il gesto che lo ha ispirato è più vecchio di una quindicina d’anni: nacque proprio a Saint-Tropez, quando residenti e turisti presero l’abitudine di rinfrescare il loro Moët con i cubetti, molto prima che diventasse una moda da raccontare. La Maison osservò quell’usanza e ci costruì sopra una bottiglia. Quindici anni dopo, quello stesso rito torna dove era cominciato.
La bottiglia che perde la sua custodia
Per la prima volta nella sua storia, Moët & Chandon Ice Impérial si presenta senza la sleeve bianca. Per chi non mastica il gergo del settore, la sleeve è la custodia chiara che da sempre avvolge questa bottiglia, una sorta di giacca esterna isolante e decorativa diventata negli anni il suo segno di riconoscimento immediato. Williams l’ha tolta. Resta il vetro, nudo, nella sua forma più asciutta.
La scelta non è solo estetica. Eliminando il rivestimento, la Maison sposta il centro dell’attenzione dalla confezione al contenuto e al modo in cui lo si beve. “Continuo a tornare alla semplicità, eliminare il superfluo per concentrarmi su ciò che conta davvero”, ha dichiarato Williams, riassumendo la direzione di un lavoro che mette l’esperienza prima dell’oggetto. Per chi compra, il cambiamento è tangibile: lo champagne diventa un gesto da fare, non un pacco da esibire.
Nel calice il profilo non cambia. L’assemblaggio resta dominato da Pinot Noir e Meunier, ingentilito dallo Chardonnay, con note fruttate e tropicali e un finale dissetante che la Maison attribuisce alla sua natura demi-sec. Il servizio rimane quello codificato: un calice grande da vino e tre cubetti di ghiaccio. Sul prezzo, l’edizione si attesta intorno ai 54 euro, in linea con la versione tradizionale. Accanto all’Ice Impérial, per l’estate la Maison riporta in scena anche il classico Brut Impérial.
Saint-Tropez, una campagna e un cocktail piccante
La nuova campagna è girata interamente a Saint-Tropez e porta la firma creativa di Williams, che compare nelle immagini immerso nella luce del Sud della Francia. L’idea ruota attorno alla condivisione e ai momenti di connessione, lo stesso filo che lega lo slogan storico della Maison, “Life is better when shared”, all’estetica balneare che domina la stagione.
Per chi cerca qualcosa in più del calice classico, Williams e lo Chef de Cave Benoît Gouez hanno messo a punto un cocktail agrodolce battezzato “Spicy Mangosé”. La base è l’Ice Impérial, la dolcezza arriva dal mango, l’agave ammorbidisce e una punta di pepe di Cayenna chiude con il pizzicore. È la traduzione liquida della stessa filosofia: pochi elementi, riconoscibili, pensati per essere condivisi più che ammirati.
Dove berlo in Italia quest’estate
La limited edition è disponibile dal 1° giugno 2026 in una rete di distribuzione selezionata, e in Italia segue la geografia delle vacanze più che quella dei negozi. In Liguria si trova ai Bagni Fiore di Paraggi, il beach club del gruppo Buonocore Hospitality, mentre in Sardegna è al Blu Beach di Porto Rotondo. A Roma sale sulla terrazza del MAIO Restaurant, alla Rinascente di via del Tritone; a Milano è alla Rinascente e al Radio Rooftop Bar dell’hotel ME Milan Il Duca.
Per chi non ha in programma un beach club ma vuole comunque il rito completo, nelle principali città italiane la bottiglia si ordina su Winelivery con consegna in trenta minuti, ghiaccio incluso. È un dettaglio che dice molto su come è cambiata la stagione: il lusso non è più raggiungere il prodotto, ma riceverlo già pronto per il brindisi, ovunque ci si trovi.
Resta la domanda da cui tutto è partito, quella del cubetto di ghiaccio che un tempo faceva gridare allo scandalo. La risposta, quest’estate, arriva da una delle Maison più antiche dello Champagne: il vero gesto di stile non è aggiungere, ma togliere. Prima la custodia, poi le regole su come si beve. Quello che resta nel bicchiere è soltanto l’estate, e il piacere di dividerla con qualcuno.
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