Nel dibattito attuale sul design contemporaneo cresce l’interesse verso nuove soluzioni cromatiche inedite e oggetti per la casa capaci di dialogare con gli spazi quotidiani senza rinunciare alla riconoscibilità del segno progettuale. La ricerca di prodotti che uniscono tradizione e rinnovamento porta l’attenzione su due icone italiane, la lampada Dalù e il portombrelli Dedalo, proposti con nuove colorazioni per il 2025 da Artemide e Danese Milano.
Le nuove cromie 2025: la palette condivisa da Dalù e Dedalo
Artemide e Danese Milano introducono cinque tonalità – azzurro, lavanda, blu Klein, giallo e verde – applicate sia alla lampada Dalù sia al portombrelli Dedalo. Le aziende definiscono la palette come una scelta pensata per aggiornare l’estetica dei due progetti senza alterarne la struttura, offrendo una lettura cromatica più vicina alle ricerche attuali legate all’illuminazione casa 2025 e agli oggetti di design destinati agli ingressi e agli spazi domestici.

Dalù di Vico Magistretti: una lampada da tavolo reinterpretata attraverso il colore
Dalù è una lampada da tavolo progettata negli anni Sessanta da Vico Magistretti e riconoscibile per la scocca in materiale termoplastico stampato. La forma compatta definisce un gesto luminoso essenziale che negli anni ha trovato collocazione in ambienti domestici, studi professionali e spazi progettati secondo linguaggi diversi. Le nuove colorazioni ampliano le possibilità di utilizzo all’interno delle tendenze 2025, dove le lampade da tavolo vengono spesso scelte come elementi di caratterizzazione visiva.
Dedalo di Emma Gismondi Schweinberger: un portombrelli che attraversa le epoche
Il portombrelli Dedalo, nato dal progetto di Emma Gismondi Schweinberger, è realizzato in tecnopolimero e costruito attorno a una struttura modulare che consente un uso versatile in case, uffici e contesti contract. L’introduzione delle nuove tonalità avvicina l’oggetto alle ricerche più recenti che riguardano gli ingressi domestici e gli elementi d’arredo funzionali, spesso selezionati per aggiungere identità visiva in ambienti essenziali.

Danese Milano: cultura materiale e continuità progettuale
Danese Milano opera nella cultura del progetto dagli anni Cinquanta, costruendo un catalogo che nel tempo ha accolto autori centrali per il design italiano, tra cui Bruno Munari®, Enzo Mari, Achille Castiglioni, Angelo Mangiarotti, Naoto Fukasawa e James Irvine. L’azienda ha attraversato diverse fasi interpretative, dalle direzioni artistiche di Ron Gilad e Giulio Iacchetti fino alle riedizioni più recenti, mantenendo una costante attenzione per materiali, forme e pratiche d’uso. La riproposizione di Dedalo con nuove cromie si inserisce in questa linea, dove la contemporaneità non sostituisce la memoria ma la rinnova attraverso scelte studiate.
Artemide: produzione, ricerca e visione
Fondata nel 1959 da Ernesto Gismondi, Artemide opera attraverso unità produttive in Italia e all’estero, una struttura dedicata alla Ricerca e Sviluppo e laboratori di test e prototipazione. Secondo l’azienda, ogni prodotto nasce da un percorso che integra ricerca tecnologica, attenzione ai materiali e continuità progettuale, mantenendo un legame con il Made in Italy e con la tradizione industriale dell’illuminazione contemporanea. Dalù rientra in questo approccio, in cui riedizioni e aggiornamenti cromatici rispondono a un’evoluzione delle esigenze abitative.
Un dialogo tra icone e nuove tendenze
La scelta di introdurre nuove colorazioni per Dalù e Dedalo si lega alle ricerche di utenti e professionisti su lampade da tavolo moderne, oggetti funzionali per la casa e complementi che uniscono riconoscibilità storica e possibilità di integrazione negli ambienti del 2025. Le due icone tornano così nel panorama del design contemporaneo attraverso un intervento che rinnova la relazione tra forma, uso e colore, mantenendo intatta la natura originaria dei progetti.
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