Ecco l’arricchimento Smeg, stesso URL del flash, slug invariato.
Smeg e la scelta di non nascondere più gli elettrodomestici: nasce Isola
In cucina, nel 2026, la parola d’ordine sembra essere una sola: far sparire. Il piano cottura a induzione, per anni esibito come simbolo di modernità, oggi viene nascosto sotto le superfici di lavoro in pietra, gres o ceramica, con le bobine annegate nel piano e nessun vetro nero a vista. La stessa logica vale per l’aspirazione, con le cappe integrate nel piano che eliminano la struttura sospesa sopra l’isola, una strada aperta anni fa da BORA e oggi diventata tendenza diffusa. È il trionfo di una cucina minimalista, fatta di superfici opache, colori caldi come il verde salvia e il beige, e di una tecnologia che arretra per lasciare spazio all’ambiente, come si è visto anche tra le novità viste al Salone del Mobile 2026.
In questo scenario, dove il lusso sembra essere diventato l’invisibilità, c’è chi sceglie la direzione opposta.
Smeg e Boeri scelgono di mostrarla
Con la collezione Isola, disegnata insieme allo studio Stefano Boeri Interiors, Smeg decide di non nascondere piano cottura e cappa, ma di trasformarli in elementi d’arredo dichiarati. È una scelta consapevole, che il progettista ha riassunto nell’idea di muoversi controcorrente, immaginando questi oggetti non solo come strumenti al servizio della funzione ma come componenti capaci di arredare lo spazio con colori, forme e luci. La collaborazione, che si aggiunge a quelle storiche di Smeg con Guido Canali, Mario Bellini, Renzo Piano e Marc Newson, era stata avviata nel 2024 e la collezione ha poi raccolto quattro riconoscimenti internazionali: il Design Intelligence Award 2025 e, nel 2026, il Red Dot Design Award, l’iF Design Award e il BIG SEE Product Design Award. Ora Isola arriva sul mercato.

L’idea di fondo è trattare la zona cottura come un sistema coordinato, in cui piano, cappa e luce dialogano tra loro invece di sommarsi come apparecchi separati. Le forme sono arrotondate, oggi centrali nel linguaggio dell’interior design, e la luce diventa un elemento progettuale a sé. Lo si vede bene nel pezzo più rappresentativo della filosofia, il binario luce sospeso: controllabile con un comando gestuale, regola intensità e temperatura della luce e può funzionare come fonte di illuminazione autonoma per l’intero ambiente, non solo per il piano di lavoro. Non è un caso isolato nella strategia del marchio, che a Eurocucina aveva già mostrato la sua propensione alla sperimentazione portando in cucina anche il robot umanoide NEO di 1X.
Tre piani cottura, le cappe e il binario luce
La gamma dei piani cottura a induzione si articola su tre varianti che condividono lo stesso linguaggio. La Flat si distingue per gli angoli stondati e un disegno essenziale, pensata per chi vuole una presenza discreta. La Alta introduce una cornice rialzata in acciaio inox o in matt black che dà al piano una maggiore tridimensionalità, ed è disponibile sia in versione tradizionale sia con cappa integrata. La Alta Pro è la più tecnologica: integra una cappa downdraft motorizzata che si solleva automaticamente quando il piano è in uso e rientra a fine cottura, ed è dotata della tecnologia GenX, che secondo l’azienda assicura maggiore precisione in cottura, riduzione dei consumi, silenziosità e tempi di preparazione più rapidi. È qui che il tema dell’efficienza incontra quello del design, perché l’aspirazione integrata lavora dove serve senza ingombrare lo spazio sopra il piano.

L’abbinamento naturale dei piani è con le cappe della stessa collezione. Concepite come oggetti d’arredo prima ancora che come strumenti di aspirazione, sono dotate di luci a intensità regolabile e di un display touch in metallo. A completare il sistema, per i piani con cappa integrata, c’è il binario luce sospeso, che riprende il tema della luce come materiale di progetto.
La scelta dei materiali rafforza questa impostazione. L’alluminio anodizzato color inox, una delle cifre riconoscibili di Smeg, definisce le superfici, mentre il vetro nero aggiunge una nota più materica e contemporanea. L’equilibrio è tra la superficie lucida del vetro e la cornice satinata, in linea con una tendenza dell’abitare orientata a finiture opache e a un’eleganza più trattenuta. È la stessa palette di sobrietà che attraversa le cucine del 2026, applicata però a oggetti che vogliono farsi notare, non sparire.
Nascondere o mostrare: cosa conviene a chi rinnova
Per chi sta progettando o rinnovando una cucina, Isola pone una domanda concreta, che è poi la stessa che divide il design del momento: la tecnologia va nascosta o mostrata. Le due strade non sono equivalenti per tutti. Chi cerca una superficie continua e pulita, magari in pietra sinterizzata, troverà più coerente l’induzione invisibile e le cappe integrate a scomparsa. Chi invece considera la cucina il centro della casa e vuole darle un carattere riconoscibile può trovare in una proposta come Isola la logica opposta, in cui il piano e la cappa diventano parte dell’arredo al pari di una lampada o di un tavolo.

Sul piano pratico, la variante con cappa downdraft ha senso soprattutto per le cucine a isola, dove libera del tutto lo spazio sopra il piano e rinuncia all’ingombro della cappa sospesa tradizionale. Il binario luce, invece, è la risposta a chi usa l’isola anche come zona conviviale e vuole modulare l’illuminazione a seconda del momento, dalla preparazione alla cena.
Al di là dei singoli prodotti, Isola racconta bene dove sta andando la cucina. Non è più un insieme di apparecchi da incassare e dimenticare, ma un ambiente coerente con il resto della casa, dove anche il piano cottura e la cappa partecipano all’estetica complessiva. La vera domanda, nel 2026, non è più solo quali prestazioni chiedere alla tecnologia, ma quale presenza darle.
Potrebbero interessarti anche questi articoli:
Robot domestici in cucina: cosa sa fare davvero NEO di 1X (e cosa no)
La cucina a isola secondo Abimis: Ego e Atelier tra design, acciaio inox e configurazioni su misura
© Riproduzione riservata LaVocedeiBrand.com. È vietata la copia, anche parziale senza citarne la fonte.