Il cronografo meccanico resta, nel 2026, una delle complicazioni più ambite dall’orologeria contemporanea. Lo confermano i numeri del salone Watches and Wonders di Ginevra, che si apre oggi 14 aprile con oltre sessanta maison pronte a svelare le novità della stagione. Tra i lanci più attesi di questa edizione, il segmento dei cronografi svizzeri uomo registra un’accelerazione significativa: nuove architetture meccaniche, materiali sempre più performanti e un approccio progettuale che guarda alla haute horlogerie senza rinunciare alla vocazione sportiva. È all’interno di questo scenario che TAG Heuer presenta il Monaco Evergraph, un orologio che interviene direttamente sull’architettura della complicazione cronografica con un approccio senza precedenti nella storia della Maison.

Il nuovo cronografo e il suo cuore meccanico
Al centro del progetto c’è il Calibre TH80-00, un movimento interamente nuovo nato dalla collaborazione tra TAG Heuer e Vaucher Manufacture Fleurier, la manifattura svizzera già coinvolta nella realizzazione dei calibri TH81-00 e TH81-01 che equipaggiano rispettivamente il Monaco Split-Seconds Chronograph e il Carrera Split-Seconds Chronograph. Cinque anni di sviluppo, condotti dal TAG Heuer LAB, hanno portato alla creazione di un meccanismo cronografico definito “compliant” — un termine mutuato dall’ingegneria dei materiali che indica strutture capaci di svolgere la propria funzione attraverso la deformazione elastica, anziché mediante il tradizionale sistema di leve e molle.

Il principio è radicale nella sua semplicità concettuale: i componenti convenzionali che da oltre un secolo governano le funzioni di avvio, arresto e azzeramento del cronografo vengono sostituiti da due elementi flessibili bistabili. Il primo gestisce start e stop, il secondo il reset. Realizzati con tecnologia LIGA — un processo di microfabbricazione ad alta precisione che combina litografia, galvanoformatura e microstampaggio — questi componenti garantiscono transizioni rapide e nette tra le posizioni, con una costanza di prestazioni che, secondo quanto dichiarato dal produttore, non si deteriora nel tempo. La sensazione tattile ai pulsanti resta identica dalla prima pressione alla diecimillesima.
A completare l’architettura meccanica interviene l’oscillatore TH-Carbonspring, un bilanciere con spirale in carbonio che assicura resistenza magnetica e stabilità cronometrica. Il movimento opera a una frequenza di 5 Hertz, dispone di 70 ore di riserva di carica, è certificato COSC ed è coperto da una garanzia di cinque anni.

Il fondello in zaffiro del Monaco Evergraph DLC nero rivela il Calibre TH80-00 con massa oscillante a scudo e finitura a bandiera a scacchi. Photo courtesy TAG Heuer.
Una costruzione invertita che si offre allo sguardo
La scelta progettuale più immediatamente percepibile riguarda l’architettura invertita del calibro. Bariletto, treno di ingranaggi, bilanciere e scappamento sono posizionati sul lato del quadrante anziché sul fondello, rendendo visibile l’intera meccanica attraverso la lastra in vetro acrilico trasparente che funge da quadrante. Le indicazioni — ore, minuti, lancetta centrale dei secondi del cronografo, contatore dei minuti cronografici a ore 3 e piccoli secondi a ore 9 — sembrano sospese nel vuoto, sostenute da ponti arcuati che incorniciano bariletto e scappamento con una simmetria studiata.
Il fondello, anch’esso in vetro zaffiro con forma quadrata e fissaggio a viti, rivela il retro del movimento dove compare la finitura a bandiera a scacchi, firma stilistica che TAG Heuer ha introdotto con i calibri split-seconds, accanto alla massa oscillante a forma di scudo.
Un’icona quadrata ridisegnata per il polso
Il Monaco è, dal 1969, l’orologio a cassa quadrata per eccellenza. Il modello originale, referenza 1133, fu il primo cronografo automatico impermeabile con questa geometria, animato dal Calibre 11 — a sua volta primo movimento cronografico a carica automatica disponibile in commercio. Una silhouette entrata nella cultura pop grazie a Steve McQueen e mai più uscita dal vocabolario dell’orologeria sportiva.
Per l’Evergraph, TAG Heuer riparte proprio dalla referenza 1133 come matrice formale, ma ridisegna integralmente la cassa con un obiettivo preciso: l’ergonomia. Il risultato è una cassa da 40 mm in titanio Grade 5 che reinterpreta i codici del Monaco attraverso profili rastremati — che creano una sensazione visiva di sottigliezza — e spigoli netti lungo i bordi, conferendo al segnatempo una presenza architettonica che diversi osservatori al salone hanno paragonato al design brutalista. La corona resta sul lato sinistro, firma consolidata fin dal Calibre 11 originale, mentre i pulsanti del cronografo, riposizionati sul lato destro, adottano un nuovo disegno allungato. Il cristallo in zaffiro bombato e bisellato completa la costruzione.
Due esecuzioni, due anime
Il TAG Heuer Monaco Evergraph è disponibile in due versioni distinte per carattere e riferimenti storici, entrambe al prezzo di 25.000 euro per il mercato europeo.
La referenza CEW5181.FT8123 veste il titanio nella sua finitura naturale, satinata e lucida, con contatori in opalina blu, lancette placcate rodio con punte laccate rosse e indici applicati con Superluminova bianca. Il cinturino è in gomma blu con goffratura tessile e cuciture grigie. Questa versione dialoga apertamente con la referenza 1133B, il Monaco reso celebre da McQueen, attraverso la palette cromatica blu che ne richiama lo spirito.

La versione in titanio naturale del Monaco Evergraph con contatori in opalina blu e cinturino in gomma con goffratura tessile, ispirata alla referenza 1133B. Photo courtesy TAG Heuer.
La referenza CEW5180.FT8122 adotta invece un rivestimento DLC nero sull’intera cassa in titanio, con contatori in opalina nera, lancette rivestite in oro nero con punte laccate rosse e ponti sabbiati e satinati anch’essi in DLC nero. Il cinturino è in gomma nera con goffratura tessile e cuciture rosse. L’ispirazione, in questo caso, proviene dal DNA racing della Maison e dalla sua palette cromatica storica legata al motorsport.

Entrambe le versioni condividono l’impermeabilità a 100 metri, il cristallo in zaffiro bombato, il fondello in zaffiro avvitato e la chiusura deployante in titanio Grade 5 con doppio pulsante di sicurezza.

Il fondello della versione titanio naturale senza cinturino, con il Calibre TH80-00 a 47 rubini e la massa oscillante a forma di scudo firmata TAG Heuer. Photo courtesy TAG Heuer.
Più di un secolo dedicato al cronografo
Il percorso che conduce al Monaco Evergraph attraversa l’intera storia della Maison. Dalla fondazione nel 1860 per mano di Edouard Heuer, passando per le innovazioni sul pignone oscillante negli anni Ottanta dell’Ottocento, lo Sfigmometro brevettato del 1908, il primo cronografo da cruscotto del 1911 — da cui sarebbe nata la linea Autavia negli anni Trenta — fino al Mikrograph del 1916, primo strumento capace di misurare il centesimo di secondo. Negli anni Cinquanta, la decisione di concentrare la produzione esclusivamente su segnatempo con funzione cronografica segnò un punto di svolta identitario. Il 1969 portò il Calibre 11 e il Monaco originale. Da quel momento, il filo del cronografo non si è mai spezzato: dal Microtimer del 1966 al ruolo di cronometrista ufficiale in Formula 1, dall’Aquagraph alla famiglia dei Mikrograph e Mikrogirder ad alta frequenza, fino al primo movimento cronografico di manifattura Heuer 02 nel 2017 e al più recente Monaco Split-Seconds Chronograph del 2024, che ha aperto la strada al programma Avant-Garde Horlogerie.
Il TAG Heuer Monaco Evergraph è disponibile da aprile 2026.
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