Nel panorama della moda uomo Autunno Inverno 2026-2027, il tema dell’identità artigianale e del rapporto tra stile, qualità e tempo torna centrale. È in questo contesto che si inserisce la proposta di Tod’s, che per la stagione AI 2026/27 presenta una collezione costruita attorno a una visione precisa del Made in Italy, inteso come sintesi di competenze manuali, cultura del dettaglio e continuità nel tempo.
Il progetto prende forma sotto il nome “The Italian Touch”, un’espressione che, secondo quanto dichiarato dal brand, richiama un modo di intendere il lusso come qualità silenziosa, legata ai gesti, ai materiali e a una tradizione manifatturiera che attraversa le stagioni senza perdere riconoscibilità.
Protagonista simbolico della collezione è il Winter Gommino, interpretato come espressione delle competenze artigianali di Tod’s e di un approccio che mette al centro il tempo necessario per realizzare oggetti pensati per durare. Le proporzioni e la suola segnano, secondo il comunicato, un ritorno alle origini del modello, a dimostrazione della capacità di questo prodotto di attraversare mode e tendenze mantenendo una propria identità.
Le diverse interpretazioni del Winter Gommino raccontano un utilizzo trasversale: le versioni in crosta, abbinate a interni in cashmere o shearling, sono pensate per contesti invernali più rigidi, mentre la variante in pelle anticata viene presentata come soluzione adatta anche all’ambiente urbano. In questa continuità tra funzione e stile si inserisce l’idea di un lifestyle italiano basato su equilibrio, misura e attenzione ai materiali.

La pelle, materia prima identitaria di Tod’s, diventa il filo conduttore dell’intera collezione uomo AI 2026/27. All’interno della proposta ready-to-wear, il cuore del progetto è rappresentato dal Pashmy, un pellame che, secondo quanto si legge nel comunicato di lancio, rappresenta il massimo livello di ricerca e selezione dei materiali da parte del brand. Il nome richiama la pashmina per morbidezza e leggerezza, e viene applicato ai grandi classici del guardaroba maschile, come la Coach Jacket in tonalità calde e la Castello Jacket, reinterpretazione del blazer con tasche applicate.

Ogni capo, come dichiarato dal marchio, è firmato da un artigiano specializzato, a sottolineare il legame tra produzione e responsabilità individuale del gesto manifatturiero.

Accanto alle calzature iconiche e al ready-to-wear, la collezione introduce anche la Red Dot, sneaker urbana che unisce lavorazione artigianale e innovazione tecnologica. Il dettaglio del punto rosso sul tallone diventa un nuovo segno distintivo di appartenenza al mondo Tod’s. Pensata per un utilizzo quotidiano che attraversa lavoro e tempo libero, la Red Dot si caratterizza, secondo il comunicato, per la qualità dei materiali, la struttura flessibile, l’allacciatura elastica e la suola extralight.

La presentazione della collezione è affidata al video “The Italian Touch”, ambientato nello scenario di Villa Necchi Campiglio a Milano. Il film racconta una situazione di convivialità e condivisione attorno a una tavola, utilizzata come metafora dell’arte del vivere italiano. L’atmosfera, descritta come intima e spontanea, pone l’accento su un’idea di lusso legata alla qualità della vita, alle relazioni e al tempo condiviso.
I protagonisti del video “The Italian Touch”
Il racconto visivo che accompagna la collezione Uomo Autunno Inverno 2026/27 di Tod’s è affidato a persone reali, scelte per il loro percorso personale e professionale. Tra i protagonisti figura Gelasio Gaetani d’Aragona Lovatelli, nato in una delle più antiche famiglie italiane. Cresciuto tra palazzi storici e campagne, è oggi produttore vitivinicolo e considerato uno dei massimi esperti di vino in Italia. Parallelamente all’attività enologica, ha coltivato la passione per la scrittura, firmando volumi come The Italian Dream e Vini, amori, scritto con Camilla Baresani. Padre di tre figli e nonno di sette nipoti, attribuisce alla famiglia un ruolo centrale nella costruzione dell’identità individuale. Il suo prossimo vino, di origine italiana, è previsto per il 2027 e sarà dedicato al tema della Fratellanza.
Accanto a lui compare Edoardo Ardizzone Bollati di Saint Pierre, nato a Monaco nel 1991 e cresciuto tra Milano e la Toscana. Dopo il liceo classico a Bolgheri, ha studiato Filosofia all’Università Cattolica di Milano. Inizialmente interessato alla carriera militare, si è poi orientato verso il settore vinicolo e dell’ospitalità, collaborando con realtà come Agripunica, Ducati MotoGP e Deus Ex Machina Italia. Nel 2019 ha fondato Wild Spirits, dando vita a Din’s Gin, progetto che ha ottenuto visibilità anche durante la pandemia grazie al “Din’s Tour” e alla collaborazione con il Brand Ambassador Federico Diddi.
Il mondo del design è rappresentato da Francesco Meda, nato a Milano nel 1984 e laureato in Industrial Design allo IED. Dopo un’esperienza professionale a Londra nello studio di Ross Lovegrove, dal 2008 collabora con Alberto Meda su progetti per brand internazionali come Vitra e Kartell. Parallelamente sviluppa progetti indipendenti con realtà quali Nilufar, Rossana Orlandi, Molteni&C, Acerbis, MDF Italia, Alias e Foscarini. Nel 2013 firma Flap, vincitore del Compasso d’Oro. Dal 2020 è Creative Director di Acerbis, dal 2021 di Ranieri e dal 2022 di Fast Outdoor, insieme a David Lopez Quincoces.
Il contributo letterario e accademico arriva da Enrico Dal Buono, nato a Ferrara e residente a Milano. Laureato in Scienze Politiche a Bologna, in Filosofia a Padova e in Lingua e Letteratura Russa a Venezia, insegna scrittura creativa alla NABA di Milano e tiene corsi di narrativa per la Scuola Holden di Torino. Ha pubblicato racconti, saggi e quattro romanzi; dall’ultimo, Il male maschio (La Nave di Teseo), è nata una rubrica su D – la Repubblica. La sua produzione letteraria indaga l’assurdità della condizione umana e la ricerca di senso.
Nel racconto corale trova spazio anche Riccardo Basile, nato negli Stati Uniti e cresciuto a Milano. Ha costruito la propria carriera tra Europa, Stati Uniti e Asia, vivendo a lungo tra New York, Londra, Bangkok e Singapore. Dopo la Bocconi e un MBA alla NYU Stern School of Business, ha lavorato in McKinsey & Company a Londra e nell’azienda di famiglia. È stato co-fondatore e dirigente di Lazada, piattaforma di e-commerce del Sud-Est asiatico poi acquisita dal Gruppo Alibaba, e nel 2019 ha fondato Agora, società di social commerce. Nel 2025 è rientrato in Italia, co-fondando Avatar Investments, piattaforma di trasformazione basata su AI.
La dimensione artistica e fotografica è affidata a Niccolò Montesi, nato nel 1977 e residente a Milano. Ha studiato Architettura a Londra e Fotografia a New York e Milano. Le sue opere sono state esposte in spazi e musei internazionali tra Parigi, Bologna, New York e Palermo. Il progetto Tresigallo 2 è stato selezionato per il Photo London Nikon Emerging Photographer Award 2025, mentre Pantelleria Paese 15 è entrato nei JP Morgan Curator Highlights a Paris Photo 2024.
Tra i protagonisti figura anche Brando Erba, nato a Milano e ventenne. Figlio di madre cinese nata a New York, studia Ingegneria Biomedica al Politecnico di Milano e lavora come modello. Pratica beach volley e pallanuoto e, dopo la laurea, intende proseguire gli studi magistrali all’estero.
Il settore immobiliare di fascia alta è rappresentato da Valentina Moccagatta, nata a Tortona nel 1981. Dopo il liceo classico e gli studi in Scienze della Comunicazione a Milano, scopre la passione per il real estate e fonda un’agenzia specializzata nel settore lusso. Oggi la sua società opera su tutto il territorio italiano, occupandosi di vendite residenziali, sviluppo immobiliare, ricettivo, data center ed energie rinnovabili.
Chiude il gruppo Gemma Naomi Richards, nata a Milano e di origine anglo-italiana. Laureata in Psicologia nel 2015, si trasferisce in Australia dove lavora nel settore della ristorazione. Tornata in Italia, nel 2018 fonda La Foleia, occupandosi di direzione creativa, interior design e marketing. Continua a sviluppare progetti imprenditoriali legati all’hospitality e al mondo del cibo.
Il progetto si chiude così su un ritorno dichiarato a valori oggi considerati centrali: spontaneità, vita reale e identità non costruite, inserite all’interno di una narrazione che accompagna la moda uomo Autunno Inverno 2026-2027 verso una dimensione più quotidiana e consapevole.
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