Il sandalo come punto di partenza, non di arrivo
L’estate 2026 ha riposizionato il sandalo al centro del ragionamento di stile, non più come accessorio di completamento ma come pezzo da cui far partire il look. Nelle ultime stagioni, la traiettoria è stata chiara: prima il ritorno del flat essenziale nel periodo post-pandemia, poi la progressiva ricomparsa del tacco a blocco come alternativa al tacco a spillo per chi cerca altezza senza rinunciare alla stabilità, infine la consacrazione del modello intrecciato come codice stilistico trasversale, presente nei contesti casual quanto in quelli più curati.
Per la stagione in corso, come ricostruito nell’approfondimento sui sandali donna di tendenza per la primavera-estate 2026, la proposta si organizza attorno a due intenzioni di stile: la semplicità della linea pulita, con palette ristretta ai neutri mediterranei (cuoio, cognac, sabbia), e la costruzione visivamente stratificata, con hardware metallico, stampe animali e dettagli decorativi. Non sono due mercati separati. Sono due risposte diverse alla stessa domanda: come costruire un guardaroba di sandali che regga dalla città alla vacanza. Su questo scenario si posiziona la collezione sandali Marco Tozzi 2026.

Oltre settant’anni di produzione, un’unica equazione
Marco Tozzi nasce negli anni Ottanta a Detmold, nella Renania Settentrionale-Vestfalia, come brand del gruppo Wortmann, una delle realtà produttive calzaturiere più estese del continente, con radici nello stesso distretto manifatturiero dal 1947. L’equazione perseguita in quasi quattro decenni è rimasta invariata: costruzioni con standard tecnici nordeuropei distribuite su un mercato che conta oggi oltre settanta paesi. Per la SS2026, il brand porta in collezione quella dualità che caratterizza la stagione: modelli pensati per chi vuole che il sandalo sparisca nel look e modelli pensati per chi vuole che sia lui a parlare per primo.

I modelli della stagione
Il modello che apre la proposta è un sandalo flat in pelle intrecciata color cuoio, con costruzione a più cinturini sovrapposti e chiusura a fibbia sul retro. La lavorazione a intreccio richiede operazioni aggiuntive rispetto al taglio piano e produce una tomaia tridimensionale che distribuisce la pressione del piede su una superficie più ampia rispetto a un cinturino singolo. Per chi trascorre molte ore in piedi, questa geometria si traduce in una calzata più uniforme nelle ore di uso prolungato.

La controparte moda è un flat nero con hardware dorato e inserti in stampa leopardata. Il leopardato è un codice che le collezioni femminili reinterpretano con continuità dagli inizi degli anni Novanta, quando la moda parigina lo consacrò come elemento trasversale al guardaroba. La versione SS2026 lo inserisce in piccole porzioni, come dettaglio interno ai listini metallici, non come superficie dominante. Il risultato è un sandalo che può entrare in un guardaroba minimal senza contraddirlo.

Il terzo flat è un T-bar in pelle cioccolato con accessorio centrale in metallo dorato. La costruzione a T ha storia lunga nel calzaturiero femminile: nata come struttura di supporto alla camminata, è stata progressivamente reinventata come elemento estetico. In questa versione, la geometria viene ammorbidita da cinturini orizzontali che percorrono il collo del piede, creando un profilo stratificato visibile anche in movimento.

Per chi cerca il tacco, la collezione propone tre versioni con tacco a blocco, formato che garantisce una base d’appoggio più stabile rispetto al tacco a spillo mantenendo un’altezza contenuta. Il primo è un sandalo a due fasce in pelle intrecciata marrone scuro, che riprende la stessa lavorazione dei flat creando continuità di linguaggio nella linea. Il secondo è un gladiatore in cuoio cognac con découpage geometrico sulla tomaia: le aperture rettangolari ridistribuiscono la massa visiva della scarpa, alleggerendola otticamente pur mantenendo la copertura del piede tipica del gladiatore. Il terzo è un sandalo in vernice avorio con dettagli traforati simmetrici: la finitura in vernice riflette la luce diversamente dalla pelle opaca, modificando la percezione del colore al variare dell’ora del giorno.
Come indossarli, e perché conta come si sceglie
I flat intrecciati funzionano con gonne lunghe in lino o cotone in tinta unita perché la lavorazione della tomaia fornisce già abbastanza interesse visivo senza bisogno di aggiungere pattern. I modelli T-bar in cioccolato si abbinano con facilità ai neutri della stagione (cuoio contro beige, cuoio contro bianco ottico) ma reggono anche con il verde muschio, tra i colori di punta nel ready-to-wear SS2026.
Il tacco a blocco permette maggiore libertà di movimento su superfici irregolari rispetto al kitten heel: è per questo che i modelli gladiatore e le versioni in vernice si adattano alle pavimentazioni dei centri storici d’estate quanto alle cene all’aperto. La vernice richiede attenzione (nessun contatto prolungato con superfici umide, crema specifica una volta al mese) ma conserva il suo aspetto più a lungo rispetto alla pelle opaca grazie allo strato protettivo della finitura superficiale.
Il sandalo ha ripreso il suo ruolo di protagonista del guardaroba estivo non perché le passerelle lo abbiano decretato, ma perché il modo in cui ci muoviamo d’estate, tra città e destinazioni, tra mattina e sera, richiede una calzatura che non si faccia trovare impreparata. Scegliere il modello giusto prima ancora di scegliere l’abito è il cambio di prospettiva più concreto di questa stagione.
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