Home » Stili e tendenze » Donna » MYKITA + VAQUERA, gli occhiali PE 2027 che cambiano aviator e cat-eye

MYKITA e Vaquera partono da due forme familiari dell’eyewear americano e le spostano fuori asse. La collaborazione MYKITA + VAQUERA debutta sulla passerella Primavera/Estate 2027 di Vaquera durante la Paris Fashion Week con due modelli, SEPTEMBER e BLONDEL, pensati per trasformare aviator e cat-eye in oggetti più strani, più scultorei, quasi disturbati nella proporzione.

La lettura più interessante è proprio questa: non siamo davanti al solito occhiale da sole aggiunto a una sfilata, ma a un progetto in cui la montatura partecipa alla costruzione del personaggio. MYKITA porta precisione ingegneristica, acciaio leggero e lavorazione tecnica; Vaquera aggiunge il proprio gusto per l’esagerazione e per i codici riconoscibili spostati in contesti inattesi.

Occhiali MYKITA VAQUERA SEPTEMBER alla sfilata PE 2027
Il modello SEPTEMBER della collaborazione MYKITA + VAQUERA sulla passerella Primavera/Estate 2027 di Vaquera. Photo credit: MYKITA + VAQUERA

MYKITA è una design house berlinese fondata nel 2003, nota per un approccio industriale all’occhiale e per la produzione al MYKITA HAUS di Berlino. Vaquera nasce invece a New York nel 2013 da Patric DiCaprio e Bryn Taubensee, e ha costruito la propria identità rileggendo riferimenti americani riconoscibili con proporzioni e contesti fuori norma. DiCaprio lega la collaborazione all’idea di un prodotto progressivo, capace di spingere i confini senza perdere qualità e portabilità.

SEPTEMBER e BLONDEL: due archetipi, due distorsioni

I modelli della capsule sono due. SEPTEMBER prende l’aviator e lo allunga orizzontalmente fino a renderlo una silhouette oversize, quasi sciolta. La forma resta riconoscibile, ma perde l’ordine classico del pilota e diventa più teatrale, più da passerella, con una presenza frontale molto forte.

Il modello SEPTEMBER della collaborazione MYKITA + VAQUERA sulla passerella Primavera/Estate 2027 di Vaquera. Photo credit: MYKITA + VAQUERA
Occhiali MYKITA VAQUERA SEPTEMBER aviator oversize
SEPTEMBER reinterpreta l’aviator con proporzioni oversize e costruzione in acciaio, MYLON e lenti da sport shield. Photo credit: MYKITA + VAQUERA

BLONDEL lavora invece sul cat-eye. L’occhiale amplifica la spinta verso l’alto, aggiunge una browline pronunciata e lascia che le lenti sembrino galleggiare sotto la montatura. Anche qui il codice di partenza è familiare, ma il risultato è volutamente instabile: si capisce da dove arriva, ma non resta dove ce lo aspetteremmo.

Occhiali MYKITA VAQUERA BLONDEL in passerella
Il modello BLONDEL porta il cat-eye della capsule MYKITA + VAQUERA dentro il racconto della sfilata PE 2027. Photo credit: MYKITA + VAQUERA
Occhiali MYKITA VAQUERA BLONDEL cat-eye
BLONDEL amplifica il cat-eye con browline pronunciata e lenti che sembrano sospese sotto la montatura. Photo credit: MYKITA + VAQUERA

Sul piano stilistico, MYKITA e Vaquera non cancellano gli archetipi; li rendono meno docili. È una differenza importante, perché oggi l’occhiale da passerella funziona quando non si limita a completare il look, ma cambia il modo in cui il volto viene letto.

Acciaio, MYLON e lenti da sport shield

La parte tecnica è centrale. SEPTEMBER e BLONDEL combinano una costruzione leggera in acciaio inossidabile con anelli scultorei in MYLON, materiale usato da MYKITA per ottenere forme tridimensionali e leggere. Le lenti sono ricavate da sport shield curvi: un dettaglio che porta profondità, riflesso e una curvatura continua dentro forme che nascono da codici molto più classici.

Il risultato è ibrido anche nella costruzione. Metallo di precisione, additive manufacturing e tecnologia delle lenti ad alte prestazioni entrano dentro un linguaggio volutamente esagerato. Ciascun modello è previsto in tre colorazioni, tra cui nero monocromatico, golden brown e combinazioni silver/black con lenti blu. La palette crea continuità tra due silhouette che, per forma, restano molto diverse.

Il debutto sulla passerella Vaquera PE 2027

MYKITA + VAQUERA debutta, come abbiamo anticipato all’inizio, durante la Paris Fashion Week di settembre 2026, all’interno della sfilata Primavera/Estate 2027 di Vaquera. Il luogo scelto, Tajan a Parigi, aggiunge un dettaglio non secondario: una ex banca degli anni Trenta trasformata in casa d’aste d’arte, scenario coerente con un progetto costruito su memoria visiva e deformazione.

In passerella compare anche un pezzo speciale: una costruzione bianca in acciaio inossidabile con inserto MYLON pieno al posto delle lenti tradizionali, interrotto solo da una fessura stretta per la visione. Più che un occhiale, quasi una maschera. È la versione più estrema dell’idea alla base della collaborazione: prendere un oggetto funzionale e spingerlo fino al confine con il costume, senza farlo diventare puro ornamento.

Dove si inserisce MYKITA + VAQUERA

Per LVDB, MYKITA non arriva da zero. Il brand berlinese era già entrato nel nostro racconto eyewear con la collaborazione MYKITA e RIMOWA per la serie HERITAGE PE 2026, dove l’aviator a doppio ponte veniva letto attraverso acciaio inossidabile, alluminio anodizzato e una precisione più sobria. Con Vaquera, il terreno cambia: la tecnica resta, ma la forma viene spinta verso una distorsione più teatrale.

Nel racconto delle passerelle recenti, l’occhiale sta diventando sempre meno accessorio e sempre più gesto. MYKITA + VAQUERA si inserisce in questo clima, ma lo fa con una lettura proprietaria: non rincorre semplicemente il grande formato, lo costruisce come alterazione della forma originaria.

Quando arrivano gli occhiali MYKITA + VAQUERA

La capsule MYKITA + VAQUERA arriverà sul mercato nella primavera 2027. I due modelli sono ciascuno previsto in tre colorazioni. Il punto non è solo scegliere tra aviator e cat-eye. È vedere come due forme che conosciamo benissimo cambiano carattere quando vengono trattate come materia da deformare: SEPTEMBER allunga l’aviator fino a farlo diventare quasi uno schermo, BLONDEL spinge il cat-eye verso una linea sospesa e più tagliente. Due occhiali, due archetipi, una stessa domanda: quanto può cambiare una forma prima di smettere di essere riconoscibile?