La collezione donna Autunno/Inverno 2026/27 di Manuel Ritz mette al centro il tailleur, ma lo interpreta in una forma meno rigida rispetto all’immagine tradizionale del completo formale. Giacche, pantaloni, gonne e cappotti costruiscono un guardaroba pensato per essere combinato in modi diversi, tra coordinati e spezzati.


Il punto di partenza è la sartorialità italiana. Nel linguaggio della moda, il termine tailoring indica il lavoro sul taglio, sulla costruzione e sulle proporzioni di un capo. In questa collezione si traduce in silhouette morbide, volumi più rilassati e linee pensate per accompagnare la quotidianità.
Il percorso nel womenswear, cioè nella moda donna, prosegue attraverso il know-how sartoriale della Manifattura Paoloni. La collezione lavora sull’equilibrio tra rigore e spontaneità: da una parte la precisione della giacca, dall’altra una maggiore libertà nel modo di indossarla.


Le giacche monopetto e doppiopetto sono tra i capi principali. Possono essere abbinate a pantaloni fluidi o gonne, oppure portate in versione spezzata, cioè con capi non necessariamente dello stesso tessuto o colore. I cappotti completano questa idea di costruzione modulare, in cui ogni pezzo può dialogare con gli altri.
Un ruolo centrale è affidato ai materiali. La collezione alterna lane spigate, flanelle, tweed, check, tessuti mouliné, imbottiture leggere e superfici effetto pelle lucida. La lana spigata si riconosce per la trama diagonale, il tweed per l’aspetto compatto e materico, il check per il motivo a quadri. Il mouliné, invece, nasce da filati con più tonalità, che danno profondità visiva al tessuto.
Accanto ai completi compaiono bomber trapuntati, gilet imbottiti e capispalla dalla costruzione contemporanea. Sono elementi che ampliano il linguaggio sartoriale, portandolo oltre il completo classico e introducendo sovrapposizioni e contrasti materici.
La palette cromatica segue il passaggio di stagione con toni caldi: cacao, cioccolato, tabacco e cammello si affiancano ai neutri naturali. Grigio mélange e nero definiscono la base, mentre rosa cipria, malva e bordeaux introducono accenti più delicati o più intensi.




Tra i segni distintivi emergono fantasie check, micro disegni sartoriali, texture tridimensionali e dettagli ricamati. Le camicie abbinate alla cravatta aggiungono un riferimento al guardaroba formale, riletto però in chiave femminile e più fluida.
Il risultato è una collezione che lavora su capi pensati per essere vissuti ogni giorno: tailleur, cappotti e capispalla non come elementi isolati, ma come parti di un sistema coerente. La femminilità raccontata da Manuel Ritz passa così attraverso una sartorialità più morbida, versatile e consapevole.







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