Camminare nella natura non è mai stato così popolare. I dati più recenti confermano una tendenza che si consolida anno dopo anno: secondo le rilevazioni della piattaforma AllTrails, solo in Europa gli utenti hanno percorso 196 milioni di chilometri sui sentieri nell’ultimo anno, con l’escursionismo in crescita del 30%. In Italia il fenomeno è altrettanto solido: il dossier annuale di Terre di Mezzo ha registrato nel 2025 il superamento dei 300.000 camminatori tracciati tramite credenziali, un dato che conferma come il cammino non sia una moda passeggera ma un modo sempre più diffuso di muoversi nel territorio. A spingere questa crescita concorrono più fattori: la riscoperta della natura dopo anni di vita urbana accelerata, una maggiore attenzione al benessere fisico e mentale, e una rete sentieristica italiana tra le più ricche d’Europa, valorizzata da investimenti pubblici che per la prima volta riconoscono ufficialmente i cammini come infrastrutture turistiche e culturali di interesse nazionale.
Hiking o trekking: una distinzione utile
Prima di mettere i piedi sul sentiero è utile capire di cosa si sta parlando, perché i termini si usano spesso come sinonimi ma indicano esperienze diverse. L’hiking — dall’inglese “to hike”, camminare — è un’escursione che si svolge nell’arco di una giornata, generalmente su sentieri segnalati immersi nella natura. Ha una componente sportiva più marcata rispetto alla semplice passeggiata, ma non richiede pernottamento. Il trekking, invece, deriva dal verbo boero “trekken” e indica un viaggio più lungo, che si sviluppa su più giorni e prevede soste notturne in rifugi, bivacchi o tende. L’escursionismo in senso stretto è l’attività più accessibile delle tre: si svolge in una sola giornata su percorsi conosciuti e segnalati, con un impegno fisico che può variare dal livello turistico a quello per escursionisti esperti. In Italia i sentieri sono classificati dal CAI — Club Alpino Italiano — con le sigle T (turistico), E (escursionistico), EE (escursionisti esperti) ed EEA (escursionisti esperti con attrezzatura), un sistema che permette di scegliere il percorso giusto in base alla propria preparazione.
Come iniziare: i consigli per i principianti
Chi si avvicina per la prima volta all’escursionismo può farlo senza necessità di una preparazione atletica specifica, ma con qualche accortezza di base. Il primo passo è scegliere un sentiero adeguato al proprio livello — per i neofiti i percorsi classificati T o E con dislivelli contenuti sono il punto di partenza ideale. È consigliabile non uscire da soli le prime volte: i CAI locali organizzano uscite guidate in tutta Italia, così come la Federazione Italiana Escursionismo (FIE), che dispone di accompagnatori qualificati. Prima di partire è fondamentale controllare le previsioni meteo, comunicare a qualcuno il proprio itinerario e il tempo previsto di rientro, e portare con sé acqua sufficiente, qualcosa da mangiare e un kit di pronto soccorso essenziale. La tecnologia aiuta: app come Wikiloc — con oltre un milione di utenti solo in Italia — AllTrails, Komoot e Outdooractive permettono di pianificare i percorsi, scaricare le mappe offline e navigare in sicurezza anche senza connessione. Per chi vuole affidarsi a una fonte ufficiale, il sito del CAI e la piattaforma FIEmaps della Federazione Italiana Escursionismo offrono una mappatura certificata dei sentieri suddivisi per regione, difficoltà e tipo di attività.
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L’attrezzatura di base: cosa serve davvero
Non servono equipaggiamenti costosi per iniziare, ma alcune scelte di base fanno una differenza concreta. Il principio cardine dell’abbigliamento outdoor è il sistema a strati — base traspirante, mid layer isolante, outer layer impermeabile — che permette di adattarsi ai cambiamenti di temperatura durante la camminata. I bastoncini da trekking alleggeriscono il carico sulle ginocchia nelle discese e migliorano l’equilibrio sui terreni irregolari. Lo zaino deve essere proporzionato alla durata dell’uscita: 20-25 litri per un’escursione giornaliera. Ma l’elemento che incide maggiormente sul comfort e sulla sicurezza è la calzatura: una scarpa da hiking inadeguata può trasformare una giornata piacevole in un’esperienza dolorosa, aumentando il rischio di scivolate su terreni bagnati o di infortuni sui fondi rocciosi.
Le nuove scarpe da hiking 2026: la famiglia Tellurix di Columbia
Tra le novità della stagione Spring 2026 per chi cerca una calzatura tecnica da sentiero, Columbia Sportswear presenta la famiglia Tellurix, due modelli progettati per rispondere a esigenze diverse lungo lo stesso territorio.


La Tellurix Titanium™ OutDry™ Hiking Shoe è pensata per l’hiking tecnico su terreni eterogenei e condizioni variabili. La tomaia in mesh tecnico leggero integra rinforzi zonali e overlay senza cuciture per un supporto mirato senza volume superfluo, mentre la costruzione impermeabile e traspirante OutDry™ mantiene il piede asciutto sul bagnato senza sacrificare la ventilazione. La piattaforma Omni-Max™ combina un’intersuola TECHLITE+™ — particolarmente leggera e con alto ritorno di energia — con una struttura avvolgente del tallone che migliora l’equilibrio sui fondi irregolari. La trazione è affidata a una suola Vibram® Megagrip con tasselli da 4,5 mm e design multidirezionale che massimizza il contatto con la superficie e facilita il rilascio del fango. La soletta interna TECHLITE™ Eco è realizzata con il 20% di materiali riciclati. Disponibile per uomo e donna al prezzo di 140,00€.
Le Tellurix Peak™ si posizionano invece come proposta per l’escursionismo su terreni di media difficoltà, con una costruzione robusta e impermeabile Omni-Tech™ in configurazione bootie, suola Adapt Trax™ per aderenza su asciutto e bagnato e sistema Omni Max™ Plus per l’assorbimento degli impatti.

Disponibili nella versione low e mid, con un prezzo di partenza di 110,00€. Una gamma che risponde alle esigenze di chi si avvicina all’hiking per la prima volta e di chi cerca una scarpa tecnica per uscite più impegnative, entrambe pensate per la stagione che sta per iniziare. Ulteriori informazioni su columbia.com.
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