Duecentocinquanta metri quadri distribuiti su due livelli, una facciata alta otto metri che si sviluppa per trentacinque metri lineari su tre lati: è la misura dello store che Pandora ha inaugurato oggi, 26 giugno, in Corso Vittorio Emanuele II, all’angolo con Piazza San Babila. È il primo flagship italiano del brand, e porta con sé il debutto nazionale della collezione Lab-Grown Diamonds, fino a oggi non disponibile nel Paese.

Lo spazio occupa un edificio razionalista degli anni Trenta, uno dei riferimenti architettonici che caratterizzano il centro commerciale milanese. Il progetto di interior mette in relazione il minimalismo delle origini danesi del brand con l’estetica della città: la pavimentazione in marmo dalle tonalità rosa richiama gli interni milanesi degli anni Ottanta, mentre la lampada Artichoke di Louis Poulsen segnala il registro nordico dell’ambiente. Al mezzanino è collocata una scultura a forma di cuore ispirata a uno dei primi charm del brand. Le aree verdi interne includono fioriere realizzate con vetro soffiato riciclato, scarti di marmo di Carrara e altri minerali.
Sei aree con funzioni distinte
Lo store è articolato in zone separate per vocazione. L’Engraving Studio è dedicato all’incisione personalizzata: i clienti possono far marcare un gioiello con testi o simboli scelti al momento dell’acquisto. Lo Style Studio invita a provare e combinare liberamente i pezzi delle varie collezioni. Il Diamond Salon ospita la linea Lab-Grown Diamonds, qui al suo debutto italiano.

Il Cabinet of Curiosities è un’area espositiva con oggetti e artefatti che costruiscono il racconto storico del brand; l’Heritage Wall completa questo segmento con una ricostruzione visiva della storia dell’azienda. L’ultima area, Art of Making, ospita creazioni su misura e un’installazione site-specific: la Gipsoteca Fumagalli & Dossi, istituzione storica milanese, ha reinterpretato in chiave contemporanea il Busto di Venere Italica di Antonio Canova, integrando l’eredità scultorea italiana con l’estetica dello spazio.

Tra i gioielli esposti ci sono pezzi unici già indossati da Pamela Anderson e Tyla nei red carpet internazionali. Per il flagship milanese è disponibile in esclusiva un charm raffigurante il Duomo di Milano, rifinito in oro 14k con un diamante coltivato in laboratorio. Le installazioni floreali dell’artista danese Rie Elise Larsen, composizioni in carta dalle tonalità luminose, completano l’allestimento.

I Lab-Grown Diamonds: caratteristiche e processo produttivo
I diamanti coltivati in laboratorio sono identici ai diamanti estratti dal punto di vista chimico, fisico, ottico e termico. La differenza riguarda esclusivamente il processo: vengono sintetizzati in ambienti industriali controllati, senza estrazione mineraria. Pandora dichiara di produrre i propri Lab-Grown Diamonds utilizzando elettricità proveniente da fonti rinnovabili al 100% e di incastonarli in gioielli in argento e oro interamente riciclati. L’azienda si è posta l’obiettivo di dimezzare le emissioni di gas serra sull’intera catena del valore entro il 2030.

Il brand, presente in oltre cento Paesi, ha ampliato negli anni la propria offerta dai charm originali all’intero segmento del gioiello accessibile. Il flagship milanese è il primo spazio monomarca di rappresentanza aperto in Italia.
Potrebbero interessarti anche questi articoli sull’argomento Gioielli
Pandora trasforma in charm i simboli del Natale: dall’albero allo Schiaccianoci